OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
A Odessa, un artista ucrainiano ha trasformato una statua di Lenin in un monumento a Darth Vader. Foto: elespanol.com Photo: Granma

Dopo il crollo dei progetti socialisti in Europa dell’Est, al contrario di quello che dicono i difensori dei processi di transizione la reazione contro rivoluzionaria non è stata «clemente», e tanto meno  conciliatrice.
Nei vecchi Stati proletari, quasi immediatamente cominciò la distruzione  della cultura socialista, la persecuzione e l’ostracismo dei dirigenti e funzionari pubblici, così come dei militanti comunisti e dei membri dei corpi di sicurezza.
Questi processi reazionari chiamati di decomunizzazione, anche se sono stati eseguiti in maniera differente in ogni paese, hanno dei tratti in comune.
Con il fine di portarli a «buon termine», nella Repubblica Ceca, per esempio, si creò l’Ufficio della Documentazione e Investigazione dei  Crimini del Comunismo; in Slovacchia, l’Istituto della Memoria Nazionale; in Germania, il Commissariato Federale per i Registri della Stasi (bstu); in Ucrainia, l’Istituto Ucrainiano della Memoria Nazionale, per citare solo alcuni esempi.
Come parte di queste azioni di «pulizia», si stabilì la detta Lustration, la politica governativa che aveva il proposito di limitare la partecipazione degli ex comunisti agli incarichi pubblici.
Dirigenti statali come Todor Zhivkov, Erich Honecker e Egon Krenz furono processati e condannati alla detenzione, anche se per ragioni di salute e d’età restarono in carcere poco tempo.
Non è stato così il caso di Nicolae Ceaucescu, in Romania, condannato a morte e giustiziato.

LA REAZIONE ANTICOMUNISTA IN AZIONE

Forse  per ragioni che si dovrebbero cercare nella Storia, le misure destinate alla «desovietizzazione» si realizzarono in maniera più profonda   in Estonia, Lituania, Lettonia e Ucraina, che negli altri paesi del Patto di Varsavia e nel resto delle Repubbliche che formavano la URSS.
La decomunizzazione in Ucraina cominciò immediatamente dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma il processo si formalizzò nell’aprile del 2015, dopo il colpo di Stato del Euromaidán.
Il 15 maggio del 2015, Petró Poroshenko, al fronte del Governo a Kiev, firmò la legge che stipulò l’eliminazione dei monumenti «comunisti», e il cambio del nome dei luoghi pubblici.
Si cambiarono di nome 51 493 strade, 987 città e popoli; si eliminarono 1 320 monumenti di Lenin e 1 069 monumenti di altre figure
considerate comuniste.
Una delle disposizioni principali della legge stabilì che l’Unione Sovietica era «criminale», che «perseguiva una politica statale di terrorismo»; inoltre cambiò il termine «Grande Guerra Patria» del lessico nazionale per «Seconda Guerra Mondiale».
Il Ministero degli Interni tolse al Partito Comunista dell’Ucraina, al Partito Comunista dell’Ucraina (Rinnovato) e al Partito Comunista dei Lavoratori e Contadini il loro diritto di partecipare alle elezioni.
Poco dopo il Tribunale Amministrativo del Distretto di Kiev proibì l’esistenza di queste organizzazioni.
Portare il  «san Benito» di comunista, in ogni paese dell’Est significava la perdita possibile del lavoro, il discredito e la persecuzione.
Questa situazione, con l’arrivo al potere di gruppi neo nazisti in Ucraina, accentuò limiti ancora poco diffusi.

AL DISOPRA D’OGNI RAGIONE, ETICA E STORIA

La barbarie ha superato tutti i limiti negli ultimi anni.
In Estonia, più di 400 luoghi storici sono stati rimossi. In Polonia, Lituania, Repubblica Ceca, nella maggioranza dei paesi che formavano il campo socialista, i monumento all’Esercito Rosso sono stati vandalizzati e distrutti.
Un esempio di queste azioni è stato l’attacco realizzato a un obelisco commemorativo nella città di Sofía, in Bulgaria, dov’è stata danneggiata la targa commemorativa che diceva:«All’Esercito sovietico, liberatore del grato popolo bulgaro».
In reiterate occasioni, l’Ambasciata della Russia a Berlino ha inviato messaggi al Ministero degli Esteri tedesco, protestando per «le crescenti azioni  di vandalismo» contro tombe e mausolei commemorativi di soldati sovietici.
Quale sarebbe stato il destino dell’Europa e del mondo in generale, senza il sacrificio di milioni di sovietici che versarono il loro sangue per la vittoria contro il regime nazista ?
È giusto segnalare che questi fatti hanno provocato la condanna di molte persone in questi paesi, che ricordano e ringraziano gli uomini e le donne della URSS, che sacrificarono le loro vite in una cruenta lotta contro gli oppressori fascisti.
Il recupero del capitalismo nei paesi dell’Europa dell’Est ha avuto per i loro popoli un costo impagabile in tutti i sensi.
A Odessa un artista ucrainiano ha trasformato una statua di Lenin in un monumento a Darth Vader.  «L’opera», la prima nel mondo dedicata al Signore Oscuro, tocca l’assurdo, ma è anche un simbolo.
Il malvagio comandante, ideato da George Lucas, è l’immagine di un sistema che necessita super uomini di celluloide per perpetuarsi.
La fobia degli eroi popolari, dell’eroicità dell’uomo comune capace di cambiare la storia, li obbliga a costruire titani irraggiungibili, inimitabili e quindi inoffensivi.
Lenin continua ad essere molto più pericoloso. ( GM/ Granma Int.)