Il vice primo ministro e titolare cubano d’Economia e Pianificazione, Alejandro Gil Fernández, ha valutato «nella direzione corretta» la nuova misura annunciata dal Banco Centrale di Cuba il 10 aprile, quando si è fatto conoscere che le istituzioni finanziarie e bancarie dell’Isola hanno cominciato ad accettare nuovamente i depositi in contanti di dollari statunitensi nei conti bancari.
Nel suo account in Twitter, Gil Fernández ha aggiunto che «la bancarizzazione del USD appoggia il recupero graduale dell’economia», e ha ricordato che «già si accettava nel mercato cambiario dall’agosto del 2022; ora si può bancarizzare e mettere nelle carte di credito in MLC, che si poteva fare con altre divise e non con il USD».
Bruno Rodríguez Parrilla, membro del Burò Politico del Partito e cancelliere cubano, si è riferito al tema nella stessa rete sociale ed ha commentato che «la bancarizzazione del USD è una misura motivata dalle attuali condizioni del paese, che beneficerà l’attività economica nazionale e a la popolazione, nonostante la vigenza delle misure degli USA, che ostacolano i flussi finanziari sterni a Cuba e impediscono depositi all’estero di USD in contanti».
Il recente comunicato del Banco Centrale, indica che la deroga della Risoluzione 176/2021 risponde alle circostanze e priorità attuali della politica economica del paese.
L’attuale scenario economico dell’Isola, superata la pandemia deñla COVID-19, con l’inizio della rianimazione del turismo, la ripresa della presenza dei visitatori stranieri e il lento recupero dell’attività produttiva e dei servizi, consiglia di fare questo paso, anche se restano in vigore le misure di massima pressione economica, che hanno indurito all’estremo il blocco economico, in particolare quelle indirizzate a intorpidire i flussi finanziari esterni di Cuba e impedire i depositi all’estero di dollari statunitensi in contanti.
Segnala anche che il mercato cambiario stabilito nell’agosto del 2022, tra le altre misure ha creato le condizioni per far sì che si possano accettare, come nel passato, sia la possibilità di realizzare depositi in dollari statunitensi nelle istituzioni finanziarie e bancarie, come di ricevere questa moneta in contanti partendo da operazioni di cambio.
Senza dubbio ha denunciato che si mantiene la politica di pressione economica che ha portato alla decisione del giugno 2021, e questo significa che «il problema di fondo non è stato risolto», ragione per la quale «sarà necessario controllare l’evoluzione dell’ attività bancaria e finanziaria,partendo da questo nuovo passo, con la fiducia che risulterà benefico per l’attività economica nazionale e per la popolazione, con la disposizione di realizzare gli adeguamenti più pertinenti secondo il loro comportamento». (GM/Granma Int.)





