
Il mondo è al punto d’affrontare quello che può divenire il conflitto armatopiù grave dell’umanità.
Se scoppiasse la guerra nell’Europa Asiatica si metterebbe in pericolo non solo l’egemonia di una o un’altra potenza o blocco, ma starebbe sul tappeto del pericoloso gioco geopolitico l’esistenza della civiltà umana,
Non si tratta di un’altra conflagrazione convenzionale come quelle sofferte nel XX secolo durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Ora migliaia di armi dell’ultima generazione puntano al cuore di città e popoli di uno o l’altro bando.
I blocchi coinvolti possiedono armi nucleari, climatiche e altre capaci di sterminare varie volte la vita sulla Terra.
L’Ucraina è il vortice del conflitto, la base del pretesto per mostrare i «muscoli» di un impero al quale sta svanendo il sogno d’essere lo sceriffo del mondo.
Esperti e decisori statunitensi coinvolti nella trama contemplano il mondo non con lo sguardo responsabile che ci si aspetta da quelli della loro classe, ma con quello di personaggi del West interpretati a suo tempo da John Wayne.
Washington non smette di falsificare la realtà una e un’altra volta su quello che succede in Ucraina e costruisce il/casus belli/ di una guerra che immagina di poter vincere e che, ha concepito che,
utilizzando una logica totalmente al di fuori del contesto si svilupperà lontano dal suo territorio.
La Casa Bianca minaccia «d’imporre costi significativi» nel caso di un attacco russo, un attacco improbabile mediato da una seria provocazione, mentre Mosca esige di lasciare l’Ucraina al di fuori dei «giochi geopolitici», e promette di rispondere in forma devastatrice a un attacco nemico.
I media costruiscono uno scenario in cui la preoccupazione della minaccia russa si usa con delirio.
Dalla fine di marzo dicono, immagini satellitari e video filtrati nelle reti sociali mostrano un ampio spiegamento d’artiglieria pesante e truppe russe verso la regione del Dombás, nell’ area della frontiera a est dell’Ucraina.
In accordo con il gruppo d’investigazione Conflict Intelligence Team, «il Cremlino ha trasferito grandi contingenti militari nella zona segnala BBC Mundo.
Pochi media citano l’espansione della presenza della NATO vicino alle frontiere russe e le manovre sempre più provocatrici delle sue forze navali nel Mar Nero.
Aerei da combattimento della NATO sorvolano i territori vicini alla frontiera con la Russia e sono protagonista di azioni di destabilizzazione in vari paesi vicini, con il fine di creare una maggior instabilità nella regione.
Molti aspettano il risultato delle conversazioni tra il presidente russo, Vladímir Putin, e il suo omologo statunitense, Joe Biden, appena realizzate.
Confidiamo nel buon senso e speriamo che Washington, lesder mondiale nella costruzione di pretesti bellici, si astenga di giocare alla guerra.
Ricordiamole operazioni con le bandiere false in Venezuela e più indietro nella storia, Iraq, Afganistan, Libia, Siria, Granada, il Golfo
del Tonchino i Vietnam, Cuba... e come sono terminate per gli USA. (GM- Granma Int.)





