
«Condanniamo l’appoggio del governo dell’ex presidente dell’Argentina, Mauricio Macri, al colpo di Stato che abbiamo vissuto nel 2019 nello Stato Plurinazionale della Bolivia. L’invio di materiale bellico per reprimere il popolo boliviano contravviene alle norme internazionali», ha scritto il presidente Luis Arce, nel suo account in Twitter
Queste dichiarazioni rispondono alle prove presentate dal cancelliere Rogelio Mayta, e dimostrano che Macri e il suo omologo ecuadoriano Lenin Moreno avevano inviato munizioni usate dalla polizia in Bolivia per reprimere le proteste popolari contro il governo di fatto di Jeanine Áñez.
Mayta, parlando a Telesur, ha puntualizzato che gli avvenimenti avevano distrutto completamente l’ordine costituzionale boliviano e e contavano con l’appoggio cospirativo di questi Stati.
«I due documenti resi pubblici dimostrano che Macri e Moreno parteciparono al consolidamento della Áñez nel potere, per mezzo della repressione ed anche con l’uso di armi, fatto nel quale ha avuto una partecipazione importante il generale e comandante della forza aerea boliviana, Jorge Gonzalos Terceros Lara».





