OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Più di 40 morti da quando sono iniziate le manifestazioni. Foto: Reuters

«Il Governo non ha ceduto di un solo centimetro in quello che chiediamo da un anno e mezzo», hanno dichiarato rappresentanti del Comitato Nazionale dello sciopero dopo l’infruttuoso incontro con Iván Duque.

Anche se tutte le speranze si centravano in questa riunione esplorativa, non ci sono stati accordi tra le due parti. Al contrario il 12 maggio c’è stata un’altra giornata di sciopero.

«Il governo colombiano non ha mostrato empatia con le richieste che ci hanno portati agli scioperi nazionali e nemmeno con le vittime della violenza esercitata in forma sproporzionata contro i manifestanti», ha detto nel suo incontro con la stampa , Francisco Maltés, presidente della Centrale Unitaria dei Lavoratori (CUT).

Maltés ha detto che i massacri proseguono e che non c’è un processo in cui si possa fare un negoziato del foglio con i 104 punti e le 13 questioni che si sono sviluppate, le mobilitazioni continueranno.

Poi ha detto che il presidente si è mostrato «compiacente» con i membri delle Forzas Armate, «anche se ci sono denunce d’abuso e di violenza nella manifestazioni».

Inoltre è stato chiesto il rispetto del legittimo diritto a manifestare pacificamente e sono state denunciate le innumerevoli aggressioni sessuali che hanno sofferto le donne durante le mobilitazioni.

Dopo 13 giorni di marce e di proteste in Colombia, lunedì 10 maggio sono continuate le manifestazioni contro il Governo e in appoggio alla minga indigena, attaccata con armi da fuoco a Cali, provocando una decina di feriti tra i membri di questa comunità, come ha riportato il Consiglio Regionale indigeno del Cauca. (GM – Granma Int.)