
In pieno XXI secolo il popolo palestinese non ha ancora ottenuto il diritto alla libera determinazione senza ingerenza esterna; il diritto all’indipendenza e alla sovranità nazionale, come il diritto di ritornare alle sue case da dove sono stati scacciati e che si restituiscano i loro beni. Nonostante il richiamo della ONU.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1977, chiese che si stabilisse annualmente il 29 novembre Giorno Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, risoluzione 32/40, in commemorazione del giorno nel quale nel 1947, l’Assemblea aveva approvato la risoluzione 181 (II) sulla ripartizione della Palestina.
Da llora ogni anno si dedica questa data per creare coscienza sulla libera determinazione, l’indipendenza, la sovranità e il diritto di ritornare alle sue case che deve avere il popolo della Palestina.
Più che un giorno di celebrazione la data è un monito di ricordo per i Governi sulla necessità di risolvere questo tema pendente dell’agenda internazionale.
Alcune del strategie che ogni anno si presentano sono l’emissione di messaggi speciali di solidarietà con il popolo palestinese, la diffusione di pubblicazioni e la realizzazione di giornate culturali che generino empatia con la cultura palestinese.
LE PERDITE DELLA PALESTINA
Dal 1947 la Palestina ha perso il 70% del suo territorio, occupato illegalmente dal progetto sionista. Come conseguenza di questa politica di sterminio, milioni di palestinesi sono stati costretti a un esodo forzato, anche se mantengono e rivendicano la loro identità, la loro storia e la loro cultura.
Dopo la Prima Guerra Mondiale molti ebrei emigrarono in Israele.
Alla fine della II Guerra Mondiale e dopo la commozione provocata dall’Olocausto, si approvò la ripartizione di quello che era stato il mandato britannico con la Palestina divisa in due: la parte ebrea e la parte araba.
Questa ripartizione si fece contro la volontà degli arabi che non l’accettarono e nel 1948 dichiararono la guerra al recente stato d’Israele, ma furono sconfitti dagli israeliani.
Nel 2017 si compirono 50 anni dall’inizio della guerra arabo-israeliana.
Israele continua la sua politica criminale e di pulizia etnica contro il Popolo palestinese. Lo Stato sionista ha attaccato in maniera criminale la Striscia di Gaza e la maggioranza dei civili, tra i quali donne e bambini.
L’APPOGGIO DELLA ONU
La ONU gioca un ruolo fondamentale nel riconoscimento della Palestina.
Ogni anno nella sede di Nuova York, il Comitato per l’Esercizio dei Diritti Inalienabili del Popolo Palestinese celebra una sessione straordinaria.
Tra gli oratori figurano il Segretario Generale, il Presidente dell’Assemblea Generale, il Presidente del Consiglio di Sicurezza e i rappresentanti degli organi pertinenti delle Nazioni Unite, di organizzazioni intergovernative e della Palestina.
Inoltre si organizzano riunioni di commemorazione del Giorno Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese negli uffici delle Nazioni Unite a Ginevra e Vienna. Nel 2015, la bandiera palestinese è stata issata per la prima volta nella sede e negli uffici delle Nazioni Unite. (Telesur/ GM - Granma Int.)





