
Il tribunale d’appello del Regno Unito ha respinto, lunedì 4 ottobre, la decisione della Corte Britannica d’assegnare all’auto proclamato presidente Juan Guaidó il diritto sulle riserve dell’oro venezuelane depositate nel Banco d’Inghilterra, ha informato Prensa Latina.
Secondo il verdetto emesso dai tre giudici della massima istanza giudiziaria, il loro collega della corte commerciale londinese ha sbagliato quando ha disposto nel luglio scorso che Guaidó poteva accedere all’oro, in base ad una dichiarazione dell’allora cancelliere britannico Jeremy Hunt che lo riconosceva « senza possibilità d’errore» come mandatario del Venezuela, una delle tante azioni di pressione esercitate contro il paese sudamericano.
Il tribunale d’appello, che ha ascoltato il caso tra il 22 e il 24 settembre scorsi, ha considerato che il riconoscimento dell’oppositore come presidente «di diritto» non esclude che il mandatario costituzionale, Nicolás Maduro, sia riconosciuto dal Regno Unito come presidente «di fatto» della nazione sudamericana, ha pubblicato Sputnik.
Il caso è giunto ai tribunali britannici dopo che il Banco d’Inghilterra ha negato di consegnare l’oro al Banco Centrale del Venezuela (BCV) che lo reclama per comprare attrezzature e medicinali contro la COVID-19 nel paese sudamericano.
Il BCV tiene depositate 32 tonnellate d’oro nel Banco d’Inghilterra, con un valore stimato tra 1.800 e 2.000 milioni di euro.
La disputa tornerà di nuovo al tribunale commerciale dove l’esecutivo conservatore britannico avrà l’opportunità di chiarire la sua posizione rispetto alle relazioni con Maduro come Capo di Stato. (GM – Granma Int.)





