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George Junius Stinney Jr: condannato nel marzo del 1944 per l’uccisione di due bambine di 11 e 8 anni. Foto: Reuters

Un bambino guarda spaventato la macchina fotográfica del fotografo della polizia di Clarendon. Dopo lunghe ore di un brutale interrogatorio, aveva confessato un crimine che non aveva commesso.

Chi scattò quella foto catturò l’immagine pura della paura e dell’innocenza; la fotografía dela polizia di George Stinney non è una foto qualsiasi.

Stinney era un bambino di Alcolu, Clarendon,  una piccola località della Carolina del Sud. 

La sua vita si poteva definire normale: quella di un bambino afroamericano in quella regione.

George, quel giorno, stava badando alle vacche della sua famiglia con sua sorella Amie, quando due bambine bianche, Mary Emma Thames e Betty June Binnicker, li avvicinarono per chiedere loro alcune piante medicinali che stavano cercando.

George e Amie non conoscevano le piante e le bambine continuarono la loro strada. Alcune ore dopo l’incontro, i genitori delle bambine, preoccupati, andarono a cercarle.

George si offerse per aiutarli, quando passarono dalla fattoria della sua famiglia e raccontò ai genitori la conversazione che avevano avuto con le due bambine.

I corpi delle piccole furono trovati vicino a una chiesa Battista Missionaria, mostravano segni d’abuso sessuale ed erano state finite con l’utilizzo di un pezzo di tronco di 25 chili.

I poliziotti arrestarono George e lo interrogarono; poi ci fu un un processo nel quale si commisero molte irregolarità, maltrattamenti fisici e tortura psicologica.

Il bambino non ebbe avvocati per rappresentarlo e non gli si permise nemmeno la compagnia dei genitori, anche se era minorenne, e aveva solo 14 anni.

Dissero che aveva confessato il crimine, ma non presentarono mai prove della confessione: era la parola dei poliziotti contro quella del bambino negro.

Sua sorella, testimone che George era restato con lei tutto il pomeriggio, per cui non aveva potuto commettere il crimine, fu minacciata e maltrattata, e dovette fuggire dalla regione di fronte alla reale possibilità d’essere linciata, come avevano promesso degli abitanti della cittadina.

George Junius Stinney Jr. fu  condannato nel marzo del 1944 per l’uccisione delle due bambine di 11 e 8 anni dopo un processo rapido, con una giuria formata da bianchi.

Nel 2014 hanno rivisto il caso e la giustizia ha considerato che il ragazzino non aveva ricevuto un processo giusto e lo hanno dichiarato innocente.

Il problema è che la sentenza è arrivata 70 anni dopo: davvero troppo tardi. (GM – Granma Int.)