«La Cina concederà un credito di mille milioni di dollari per far sì che i paesi dell’America Latina e i Caraibi posano accedere al vaccino contro la COVID-19», ha indicato recentemente Wang Yi, ministro cinese delle Relazioni Estere, durante una riunione virtuale con i cancellieri della regione.
La Segreteria delle Relazioni Estere del Messico, in un comunicato, ha informato che nel suo intervento Wang Yi ha ringraziato per la cooperazione dell’America Latina durante la crisi per la pandemia e ha segnalato che il vaccino sviluppato ne suo paese sarà un bene pubblico di accesso universale.
Nel mese di maggio scorso il presidente della Cina, Xi Jinping, aveva annunciato che Pechino avrebbe offerto 2000 milioni di dollari in due anni per aiutare i paesi danneggiati dalla pandemia negli ambiti economico e sociale, e soprattutto le nazioni in via di sviluppo.
«Mentre la pandemia della COVID-19 provoca una strage in tutto il mondo , la Cina e i paesi dell’America Latina e dei Caraibi, pur se separati da oceani, si sono uniti contro questo nemico comune e hanno realizzato una cooperazione pratica ed efficace a beneficio di tutta la nostra gente.
Convocare a questa riunione speciale di cancellieri in questo contesto, ha l’obiettivo di unire il consenso tra le due parti sulla lotta congiunta contro la pandemia, consolidare la fiducia politica reciproca, mantenere il multilateralismo, realizzare la costruzione di una comunità con un futuro condiviso tra la Cina, i paesi dell’America Latina e i Caraibi e contribuire a fomentare una comunità con un futuro condiviso per tutta l’umanità, con sforzi congiunti dalle due parti», ha segnalato il portavoce della Cancelleria cinese, Wang Wenbin.
Un vaccino contro il nuovo coronavirus sviluppato dalla bio farmaceutica cinese CanSino Biologics e l’unità d’investigazione militare del paese asiatico, si è rivelato sicuro e capace d’indurre risposte immunitarie nella maggioranza dei pazienti, come ha dimostrato uno studio di fase 2 negli umani.
Il capo del programma d’Emergenza della OMS, Mike Ryan, considera che nel mondo c’è un buon progresso nello sviluppo dei vaccini contro il nuovo coronavirus, dato che vari sono già alla terza fase di saggio clinico, ma nonostante questo la OMS crede che le prime vaccinazioni non saranno pronte prima del 2021. (RT/GM- Granma Int.)





