
Pechino ha minacciato rappresaglie dopo che gli Stati Uniti hanno ordinato, mercoledì 22 luglio, la chiusura del Consolato del paese asiatico nella città di Houston (Texas), dando al personale un tempo di 72 ore per abbandonare il paese, ha informato Bloomberg, riportato da RT.
Il portavoce del Ministero cinese delle Relazioni Estere, Wang Wenbin, ha definito la misura del governo degli USA “una scalata senza precedenti” nel mezzo della tensione crescente che domina le relazioni tra Washington e Pechino, intensificata negli ultimi mesi per via della forte guerra commerciale e tecnologica, per le dispute attorno al maneggio della pandemia e per la nuova legge cinese di sicurezza imposta in Hong Kong.
«La Cina condanna energicamente questo movimento, scandaloso e ingiustificato che saboterà le relazioni cino- statunitensi», ha commentato Wenbin.
«Incitiamo gli Stati Uniti a revocare immediatamente la loro decisione, che è un errore. Al contrario la Cina adotterà le risposte legittime e necessarie», ha aggiunto il diplomatico cinese.
Secondo il rappresentante della Cancelleria cinese l’ordine della chiusura del Consolato cinese in Texas è stato emesso unilateralmente dalla parte statunitense.
«Se la Casa Bianca non revoca questa decisione erronea, Pechino reagirà con fermezza contro le misure», ha avvertito Wenbin.
Il portavoce ha anche denunciato che le missioni diplomatiche cinesi e il loro personale sono state di recente oggetto di minacce, di bombe, e di morte.
Un ordine degli USA
Le dichiarazioni di Wenbin sono giunte alcune ore dopo che la Cancelleria della Cina ha riportato che il Governo statunitense aveva chiesto che Pechino chiudesse il suo Consolato generale a Houston in 72 ore.
La portavoce del Dipartimento di Stato della nazione nordamericana, Morgan Ortagus, ha giustificato la misura segnalando che ha il fine di proteggere la proprietà intellettuale e l’informazione privata degli Stati Uniti. (RT/ GM – Granma Int.)





