OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

Con 990 deceduti in una giornata per i nuovo coronavirus, il Brasile somma circa 56.000 morti sino al 28 giugno, secondo i dati del Governo. La malattia non colpisce solo le grandi città, ma ha raggiunto anche un centinaio di etnie indigene, in maggioranza ubicate nell’Amazzonia brasiliana.

Un gruppo formato da leaders originari segnala che sono almeno 7000 gli indigeni infettati nelle comunità e che le vittime sono più di trecento.

Queste cifre sono superiori ai dati ufficiali presentati dalla Segreteria Speciale di salute indigena (Sesai), l’entità del ministero di Salute brasiliano incaricata di controllare questi casi.

UN "NUOVO GENOCIDIO"

I media locali allarmano sulla rapida propagazione del virus tra i popoli.

Un mese fa avvisavano che la malattia aveva colpito già 44 etnie.

Data la scarsa presenza dello Stato in queste località, i popoli originari mostrano un aumento di vulnerabilità, con la preoccupazione di dover affrontare un “nuovo genocidio”.

I nativi denunciano le politiche del presidente Jair Bolsonaro e affermano che il  mandatario creca di approfittarsi della pandemia per occupare i loro territori.

I cacicco del popolo Huni Kuin lo ha dichiarato parlando con Rusia Today, ed ha assicurato che dall’inizio del suo mandato Bolsonaro ha cercato di vulnerare i diritti dei popoli indigeni.

«Vuole spingere i possidenti del paese ad impadronirsi dei territori degli indigeni per sviluppare nei nostri villaggi industrie minerarie e petrolifere, e costruire dighe per generare elettricità», ha affermato.

Il leader indigeno ha anche assicurato che le comunità indigene che sono insediate nello stato di Acre sono direttamente danneggiate  dal coronavirus.

«In sette villaggi ci sono persone che presentano sintomi della malattia e ci sono già diversi morti», ha riferito.

Il cacicco del popolo Huni Kuin ha denunciato che tuttavia non hanno ricevuto un’assistenza adeguata per combattere il focolaio.

«Non contiamo con un aiuto di qualità, adeguato, che consideri le particolarità culturali e geografiche della nostra comunità», ha spiegato.

Per affrontare la situazione, il dirigente sostiene che «è primordiale realizzare lavori preventivi, ma per questo sono necessari prodotti come disinfettanti, sapone, mascherine e prove rapide.

Po ha informato che è stata aperta una campagna di raccolta di fondi per procurare alimenti ai piu poveri e aiutare a rinforzare il loro sistema immunologico. (RT/ GM – Granma Int.)