
Gli epidemiologi della Cina hanno affermato il 14 giugno che analisi preliminari sull’attuale focolaio del coronavirus SARS-COV-2 a Pechino hanno rivelato un ceppo del patogeno distinto da quello che circola dalla fine del 2019 nel paese.
Zeng Guang, a capo di questa specialità nel Centro Nazionale di Controllo e Prevenzione delle Malattie, ha detto che i primi risultati di due mostre illustrano che la sequenza genetica del virus ha altre caratteristiche, anche se ha riconosciuto la necessità d’approfondire il tema prima di giungere a conclusioni.
Il professore universitario Chen Xi ha suggerito di paragonare il ceppo a quelli scoperti negli altri paesi, soprattutto da dove la Cina importa il salmone, ossia Cile, Norvegia, Isole Feroe, Australia e Canadá.
La sua raccomandazione segue la scoperta del Sars-cov-2, che provoca la polmonite della COVID – 19, sulla superficie di una tavola usata per tagliare qusta carne nel mercato all’ingrosso Xinfadi, origine di 43 contatti riportati a Pechino.
Il governo locale ha insistito con le istituzioni pertinenti di gestire con il rigore necessario il focolaio infettivo, perchè potrebbe apportare altri malati e una seconda ondata della patologia nella capitale cinese.
Nonostante questo, alcune voci chiamano alla calma e indicano che Pechino e tutta la Cina hanno esperienza, preparazione e capacità per evitare un peggioramento della situazione.
Intanto tutti i distretti della città e delle demarcazioni vicine di Tianjin e Hebei hanno chiesto ai residenti di notificare se sono stati nel mercato Xinfadi e in quello dei crostacei Beijing-Shenzhen nei giorni scorsi e se la risposta è affermativa, esigono prove dell’acido nucleico.
Il Xinfadi rifornisce il 90 % della frutta e dei vegetali che consuma la capitale cinese.
Il mercato Xinfadi ha interrotto le operazioni sabato 13 con altri cinque mercati di Pechino, e inoltre è stato ritirato il salmone dalle vendita al pubblico e vengono controllati tutti gli stabilimenti gastronomici.
Più di 10.000 persone si sottoporranno a prove di acido nucleico, 11 comunità residenziali hanno tagliato l’accesso ai non conviventi e nove istituzioni educative hanno sospeso la docenza.
Inoltre, e sino a nuovo avviso, è stata interrotta la riapertura delle scuole elementari, come la realizzazione di eventi sportivi, i percorsi turistici in gruppo e le operazioni nei luoghi chiusi come bar - karaoke e cinema.
La Cina ha riportato domenica 57 nuovi casi della COVID-19, e somma 84.729 casi confermati dei quali 1827 sono in maggioranza compatrioti ritornati dall’ estero.
Secondo la Commissione nazionale della Salute, questo paese asiatico conta almeno 4634 morti e 103 asintomatici.( PL/ GM – Granma Int.)





