
Cubadebate ha informato che sabato 23, con grande emozione, nella città italiana di Crema, si è svolta una cerimonia organizzata dalle autorità locali per ringraziare dell’aiuto offerto dai collaboratori cubani della salute nella battaglia sferrata nella regione Lombardia, contro la COVID-19.
La centrale Piazza del Duomo è stata lo scenario per l’omaggio ai 52 membri della brigata medica Henry Reeve che hanno realizzato questa nobile missione con i loro colleghi italiani per due mesi.

Foto: Cubadebate
I 36 medici, 15 infermieri e uno specialista in logistica hanno ricevuto l’omaggio nella grande piazza, in piedi, con le mascherine di protezione facciale e rispettando la distanza di sicurezza stabilita per evitare il contagio.
Autorità regionali e locali hanno presieduto la cerimonia alla quale hanno partecipato anche l’ambasciatore di Cuba in Italia, José Carlos Rodríguez, il console generale a Milanno, Llanio González, e la presidente dell’Associazione Nazionale d’Amicizia Italia-Cuba (Anaic), Irma Dioli.

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Il segretario di Salute e Benessere del governo della regione Lombardia, Giulio Gallera; la sindaco di Crema, Stefanía Bonaldi e l’ambasciatore, figure centrali dell’omaggio, hanno seguito da vicino il lavoro della brigata guidata dal dottor Carlos Ricardo Pérez.
Erano presenti anche sindaci e autorità delle località vicine, con rappresentanti delle istituzioni che formano il governo municipale e del clero, oltre a un numeroso pubblico al di là delle barriere di protezione.
La cerimonia è iniziata con gli Inni nazionali di Cuba e Italia, poi l’ambasciatore ha ringraziato per l’iniziativa ed ha elogiato in modo speciale il personale sanitario italiano per il ruolo svolto nello scontro alla pandemia.

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Gli altri oratori ugualmente hanno espresso la loro gratitudine a Cuba per l’aiuto offerto in Italia nei momenti di grande necessità, ed hanno elogiato il lavoro dei medici e degli infermieri.
Irma Dioli ha ringraziato Crema, il suo popolo e il suo governo, per l’accoglienza e l’amicizia dimostrate ai membri della brigata ed ha coinciso con il segretario Gallera, definendo la presenza dei collaboratori cubani della salute in questa città come un fatto storico a livello mondiale.
Luis Ángel Sánchez Rodríguez, specialista in Medicina Generale Integrale, uno dei medici della brigata cubana, ha detto a Cubadebate che la cerimonia di commiato ufficiale è stata commovente.

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«Dato che tutti indossavamo una maglietta rossa con scritto “Me dicen Cuba” era molto facile riconoscerci mentre andavamo verso il luogo della cerimonia percorrendo una strada centrale della città e tutte le persone sono uscite dai locali e hanno cominciato ad applaudire ai due lati della strada, ha commentato via Messenger.
I bambini, gli anziani, tutti si fermavano per salutarci e ringraziare Cuba.
«È stato incredibile, emozionante».
Più di 5.000 visite mediche, 3.668 d’infermeria e 210 dimissioni dirette di pazienti guariti avallano il contributo dei professionisti cubani nell’ospedale principale della città, in un altro da campo e in una residenza sanitaria assistenziale con anziani con malattie associate, colpiti dalla COVID-19.

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Dal loro arrivo nella città, con circa 34.000 abitanti, la presenza dei membri della brigata cubana è stata salutata con innumerevoli espressioni di gratitudine e affetto, che si sono moltiplicate col passare dei giorni, al punto d’essere considerati amici per sempre. (Cubadebate/ GM – Granma Int.)

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