OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Grande marcia in Chile questo 8 di marzo, per i diritti delle donne. Photo: Latercera

Le rivendicazioni delle latinoamericane hanno marcato un nuovo 8 marzo, Giorno Internazionale della Donna. Le strade delle principali città si sono riempite di donne in una giornata combattiva di proteste e manifestazioni contro la discriminazione e la disuguaglianza.

In Argentina per la prima volta un Presidente ha fomentato la legalizzazione dell’aborto e se questo avverrà sarà il terzo paese latinoamericano dopo Cuba e l’Uruguay ad ottenere questo diritto.

In Messico è stato organizzato lo Sciopero Nazionale delle Donne e in El Salvador preparano l’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi.

In Cile i reclami femministi s’impongono prima del plebiscito costituzionale, la denuncia degli abusi dei carabinieri, le violazioni dei diritti umani commesse dai corpi armati e le denunce di abusi sessuali contro le manifestanti, mentre in Bolivia nel mezzo di una campagna presidenziale successiva al colpo di Stato, le donne denunciano l’aumento dei femminicidi, dei maltrattamenti e delle aggressioni contro quelle che si vestono con il costume tipico delle indigene.  

Anche se le domande sono comuni, in ogni paese acquistano il loro proprio aspetto, in accordo con il contesto politico, economico e sociale, i passi avanti e quelli indietro dei diritti, e la ricettività o resistenza dei governi all’agenda femminista.

«Per la vita delle donne siamo tutte Marielle», è stato uno dei lemma principali in Brasile, l’8 marzo, dato che il 14 si compiono due anni dall’assassinio di Marielle Franco, la assessore e attivista per i diritti delle donne e la diversità sessuale, ha riportato RT.

Nel contesto del primo incontro nazionale di Mujeres Sin Tierra, più di 3500 donne hanno marciato a Brasilia contro il razzismo, il machismo, la violenza e tutte le forme d’oppressione contro la classe lavoratrice.

In Colombia hanno marciato per denunciare i problemi centrali che danneggiano le donne, come lo sfollamento forzato e la violenza contro le attiviste in difesa dei diritti umani, i crimini contro le attiviste e le ex membri della guerriglia delle FARC.

Resta molto da fare nel continente: la disuguaglianza organica di un sistema che discrimina la donna, che stabilisce indici di violenza e controllo sociale, nel quale sono le femmine il bersaglio principale, marca obiettivi di lotta che convincono ogni giorno di più della necessità di costruire un mondo migliore per tutti. ( GM – Granma Int.)