
«Disgraziatamente l’unilateralismo degli Stati Uniti è un attentato contro la promozione e la protezione dei diritti umani di tutti nel pianeta», ha affermato martedì 25, a Ginevra, il ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla.
Nel suo intervento nel Segmento d’Alto Livello del 43º periodo ordinario di sessioni del Consiglio dei Diritti Umani, ha aggiunto che il neoliberalismo che la nazione del nord impone, danneggia i diritti economici, sociali e culturali e impedisce la realizzazione del diritto allo sviluppo.
Tra vari esempi di azioni coercitive, il Cancelliere cubano ha segnalato che se si rimanesse inerti di fronte alla minaccia statunitense di schiacciare la Repubblica Bolivariana del Venezuela, destabilizzare il Nicaragua o distruggere altre nazioni, si danneggerebbero gli interessi di tutti i paesi.
Poi ha segnalato che le guerre non convenzionali degli USA e le loro violazioni al Diritto Internazionale trasgrediscono in modo sistematico i diritti alla pace e alla libera determinazione. «La loro mancanza di volontà nello scontro al cambio climatico rappresenta una sfida esistenziale alla specie umana.
La manipolazione politica e le doppie facciate che applicano, impediscono una cooperazione internazionale genuina in materia di diritti umani», ha spiegato. Inoltre ha segnalato che l’indurimento del blocco degli USA contro Cuba rappresenta un’azione di genocidio secondo la Convenzione del 1948, una violazione flagrante di massa e sistematica dei diritti umani del nostro popolo.
«L’applicazione di misure non convenzionali per impedire il rifornimento di combustibile al nostro paese ha danneggiato ogni ambito della vita quotidiana dei cubani e delle cubane, il trasporto pubblico, l’educazione, la salute, l’alimentazione.
L’applicazione piena della Legge Helms-Burton approfondisce l’efftto extraterritoriale del blocco», ha aggiunto e ha spiegato che i Governo degli Stati Uniti ha aggiunto limitazioni estreme ai viaggi e ai vincoli aerei tra i due paesi, danneggiando le famiglie cubane e i residenti in altre nazioni, violentando il diritto di viaggiare degli statunitensi. Ugualmente si è riferito all’aggressione contro la cooperazione medica internazionale e come questa decisione minaccia il godimento del diritto a alla salute di milioni di esseri umani che ricevono il beneficio di questa cooperazione in molte latitudini. Solo con la sospensione della cooperazione medica cubana a vari paesi della nostra regione, è stata danneggiata gravemente l’assistenza medica a 67 milioni di persone.
La comunità internazionale riconosce la professionalità e l’altruismo dei circa 400.000 collaboratori cubani della salute che, in 56 anni hanno realizzato missioni in 164 nazioni», ha commentato Rodríguez Parrilla. In questo ambito ha precisato che l’Organizzazione delle Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Salute hanno valutato che la cooperazione medica cubana ha contribuito fondamentalmente al successo nello scontro con il colera in Haiti e l’Ebola in Africa occidentale.
Il Cancelliere dell’Isola ha affermato che: «La risposta di Cuba è ferma: sulla base di legittimi programmi di cooperazione inter-governativa continueremo a salvare vite e procurare salute e benessere dovunque ce lo sollecitino». Durante il suo discorso ha spiegato che nonostante il blocco e l’ostilità degli Stati Uniti, «Cuba avanza nella costruzione di una nazione indipendente, sovrana, socialista, democratica, prospera e sostenibile, sulla base della provata capacità di resistenza e la creatività del suo popolo». Bruno Rodríguez ha riaffermato che Cuba continuerà ad onorare gli impegni di cooperazione internazionale per i diritti umani e in particolare gli obblighi derivati dagli strumenti internazionali nella materia. (GM – Granma Int.)





