
L’Organizzazione Mondiale della Salute ha annunciato sabato 15 che, anche se ci sono indizi molto positivi di una riduzione del focolaio di Ebola nel Congo, l’epidemia continua ad essere un’emergenza mondiale di salute.
Sino ad oggi l’Ebola ha ucciso più di 2.200 persone in Congo, trasformandosi nella seconda epidemia più mortale della storia.
La decisione della OMS di mantenere la dichiarazione d’emergenza globale per il focolaio, è stata data dopo una riunione della commissione di esperti sull’Ebola della OMS.
«Sino a che esisterà un solo caso di Ebola in una zona così insicura e instabile come l’est (del Congo), esiste sempre la possibilità di un’epidemia molto più estesa», ha dichiarato il direttore della OMS, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus
Gran parte dell’epidemia ha colpito le regioni del Congo descritte come zone di guerra e i lavoratori della salute sono stati vittime di attacchi frequenti da parte di numerosi gruppi ribelli e di comunità sospette di lavoratori di aiuti internazionali.
Tedros ha detto che spera che si possa dichiarare la fine dell’epidemia prima della prossima riunione di esperti sull’Ebola, che si realizzerà tra tre mesi.
Po ha aggiunto che andrà in Congo per riunirsi con il presidente e altri funzionari del Governo, con il fine di discutere come rinforzare il sistema nazionale di salute. (La Jornada/ GM – Granma Int.)





