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Il dossier presenta «uno studio completo dei quattro principali episodi d’accumulo del debito prodotti in più di 100 paesi dal 1970.

Nel rapporto si giunge alla conclusione che la relazione tra il debito e il PIL dei paesi in via di sviluppo è aumentato di 54 punti percentuali, giungendo al 168% da quando il debito ha cominciato ad accumularsi nel 2010 ».

Il presidente della Consulta Ekai Center ha segnalato che in questo tema, il problema si centra fondamentalmente in Cina.

«Ci sono divergenze molto importante tra i paesi emergente e gli estremi chissà li possiamo situare in una Cina con un’economia, in questo momento, con un forte livello d’indebitamento e una Russia con un livello d’indebitamento molto basso, ha aggiunto l’analista.

«Ci sono due prospettive: un’economia con un livello d’indebitamento molto basso come quello della Russia ha come principio grandi aspettative di futuro, nella misura in cui vanno a far fronte a qualsiasi contingenza, dato che ha una riserva di capacità d’indebitamento importanti», ha sottolineato Zelaia.

Lo studio del Banco Mondiale indica che la metà del debito pubblico di queste economie è nelle mani d investitori non residenti.

Si tratta di una percentuale abbastanza alta da un decennio. Gran parte del debito nel caso dei paesi con scarse entrate si è contratto in condizioni non concessionarie e al di fuori della cornice di risoluzioni del Club di Parigi.

Zelaia ha affermato che il caso della Cina dal punto di vista dell’occidente può risultare sorprendente.

«La Cina non fa debiti con paesi stranieri e praticamente la totalità del suo debito è interno […] È molto importante che questi creditor che incassano il debito siano dello stesso paese. Se sono di un altro paese tutto l’effetto negativo del debito si registra integralmente nel paese.

Se coloro che incassano il debito sono dello stesso paese, si registrano da un lato gli effetti negativi e da un altro quelli positivi».

Lanalista però ha rimarcato che la strategia di contrarre debiti da parte del grande paese asiatico ha un secondo scontro molto importante.

Mentre nei paesi occidentali i creditori dei debiti sono fondamentalmente banche private, in Cina sono fondamentalmente banche pubbliche.

«Questo significa che il destino di questi fondi del debito si possono gestire in accordo con gli interessi generali, cosa che non succede nel caso delle banche private.

E questo è molto importante perchè nel momento del pagamento del debito, nei paesi occidentali questo pagamento tende a fa scendere il PIL e per questo è tanto pericoloso l’accumulo dei debiti, mentre nel caso della Cina quelli che incassano gli interessi del debito sono banche pubbliche e intendono che lo Stato e il Governo, in base alle politiche pubbliche, possono decidere come destinare queste risorse in funzione della situazione concreta del momento.

«Se la Cina vuole incrementare la domanda per l’investimento della spesa pubblica può canalizzare queste risorse nella direzione che stima conveniente», ha osservato l’esperto. (Sputnik /GM – Granma Int.)