ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Jeanine Áñez Photo: TELESUR

Gli Stati Uniti hanno annunciato martedì 12 che riconoscono il governo della senatrice dell’opposizione Jeanine Áñez, autoproclamata presidente interina

della Bolivia dopo la rinuncia forzata del presidente Evo Morales , ha informato Telesur.

L’incaricato dell’America Latina del Dipartimento di Stato degli USA, Michael Kozak, ha diffuso l’informazione attraverso le sue reti sociali ed ha aggiunto l’intenzione della Casa Bianca di lavorare con la Áñez nel periodo che l’opposizione boliviana chiama “di transizione”, prima delle nuove elezioni presidenziali.

Donald Trump aveva detto che con l’abbandono di Evo si preserva la democrazia in Bolivia ed ha lanciato un messaggio minaccioso ai mandatari del Venezuela,

Nicolás Maduro, e del Nicaragua, Daniel Ortega.

Ugualmente, l’inquilino della Casa Bianca ha elogiato il ruolo delle forze militari che hanno forzato la rinuncia di Evo.

Questa decisione è stata denunciata da Evo Morales attraverso il suo account nella rete sociale Twitter, specificando che si tratta di un governo di fatto autoproclamato dalla destra.

La sua denuncia viene appoggiata dal neo eletto presidente dell’Argentina, Alberto Fernández, che ha detto che con questa posizione gli USA retrocedono di decenni, tornando all’epoca peggiore degli anni ’70, con gli interventi militari (…) contro governi popolari, governi eletti democraticamente.

Washington si è mostrata a favore dell’abbandono del governo di Evo Morales e l’ambasciatore statunitense presso l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Carlos Trujillo, ha definito «ridicolo» il trattamento degli avvenimenti in Bolivia come “un colpo di Stato”.

Gli USA non sono stati l’unica nazione che ha mostrato appoggio all’auto proclamazione della Áñez, perchè lo hanno fatto anche il governo del Brasile e Juan Guaidó, anche lui autoproclamato presidente, ma del Venezuela.

La Áñez ha promesso di stabilire nuove elezioni, ma le proteste, sopratutto dei settori indigeni, continuano.

La sua autoproclamazione è stata molto criticata dai partitari di Evo, per via dell’assenza nell’assemblea legislativa dei legislatori leali al leader indigeno.

(Telesur/ GM – Granma Int.)