
Il principale diplomatico degli in Ucraina, William Taylor, e il funzionario del Dipartimento di Stato George Kent, hanno testimoniato nella prima udienza pubblica dell’investigazione del processo politico contro il presidente di questo paese, Donald Trump, ha informato Telesur.
Con la presenza dei due personaggi il pubblico statunitense ha ascoltato i dettagli relazionati alle telefonate del mandatario repubblicano al presidente dell’Ucraina Volodímir Zelenski, per far sì che questo paese iniziasse un’investigazione sull’ex vice presidente e candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden.
Taylor, Kent, e un’altra dozzina di membri attuali e precedenti dell’ amministrazione Trump sono stati già interrogati a porte chiuse dai tre gruppi della Camera dei Rappresentanti, in maggioranza democratici, che sono stati al fronte dell’indagine sul presidente.
Nell’udienza di mercoledì 13 il caso è stato seguito solo dal Comitato d’Intelligenza della Camera Bassa, dove i due personaggi hanno condiviso il tavolo dei testimoni nello stesso tempo.
Durante al testimonianza offerta a porte chiuse nell’ottobre scorso Taylor, incaricato degli affari in Ucraina, aveva confermato che un aiuto militare destinato a questo paese, bloccato durante i mesi estivi, era stato esplicitamente assoggettato alla volontà di Kiev d’investigare Biden, che potrebbe essere rivale di Trump nelle elezioni del 2020.
Inoltre aveva parlato dell’esistenza di un canale irregolare di formulazione delle politiche su questa nazione europea, nel quale erano stati coinvolti Rudy Giuliani, avvocato personale del presidente, il segretario d’Energia,
Rick Perry, e l’ambasciatore nell’Unione Europea, Gordon Sondland con l’ex inviato speciale per l’Ucraina, Kurt Volker.
Kent, vice segretario di Stato aggiunto per i Temi Europei e Euroasiatici, aveva dichiarato precedentemente che, in accordo con Sondland, Trump voleva che Zelensky annunciasse pubblicamente l’inizio delle indagini su Biden e le elezioni negli USA de 2006.
Ascoltando un dialogo telefonico tra i due mandatari, una lamentela emessa da un denunciante e le dichiarazioni dei testimoni, i democratici considerano che il capo dello Stato ha commesso un abuso di potere per fare pressioni su un paese straniero, con il fine di pregiudicare un rivale e ottenere benefici politici.
I repubblicani hanno diffuso un comunicato di 18 pagine nel quale hanno reiterato che il mandatario statunitense non ha fatto pressioni su Kiev, una difesa in cui hanno messo a fuoco la telefonata tra Trump e Zelensky, e non le dichiarazioni incriminanti di vari funzionari.
Ora si aspettano le testimonianze di altre nove persone nello spazio di pochi giorni. (Telesur/ GM – Granma Int.)





