
DUBLINO, Irlanda.- «La Patria siamo tutti e dobiamo difenderla tra tutti», ha detto il Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ai cubani residenti in Irlanda, durante un incontro la notte di lunedì 21,a Dublino ch eha accorciato per quasi un’ora i circa settemila chilometri che separano le due isole.
Dopo un ricca giornata di lavoro che ha compreso la visita al carcere Kilmainham, oggi trasformata in un museo della lotta indipendentista –, uno dei saloni dell’Hotel Clayton della capitale irlandese è diventato sede di una tipica riunione dell’Isola, nella quale sono state condivise, idee, inquietudini e problemi, forme di pensare e soprattutto il miglior modo di tenere Cuba nell’anima.
Díaz-Canel ha spiegato i motivi del suo giro per i paesi europei ; ha parlato dell’attualità della nazione; degli studi che realizza il Governo sulle proposte più frequenti della comunità cubana all’estero, relazionate soprattutto alle documentazioni, i prezzi, e le proroghe dei passaporti, della tensioni che Cuba vive per l’indurimento del blocco degli USA e delle recenti misure economiche implementate, come l’incremento dei salari per il settore statale, l’uso del dollaro in determinati negozi «perchè non siamo detenuti, nessuno ci amareggerà la vita e noi non ci arrendiamo».

«Voi, dovunque vi troviate, dovete sommarvi alla difesa della nazione, ha considerato il mandatario. Vogliamo dinamizzare gli incontri con i cubani all’estero. È importante l’appoggio che ci danno per smontare la matrice che si pretende d’imporre, che la nostra migrazione è separata da Cuba», ha indicato.
Alle domande sui risultati concreti dei suoi incontri con il Presidente Michael Higgins e con il Primo Ministro Leo Varadkar, Díaz-Canel ha commentato che lo scambio economico con l’Irlanda è scarso e non supera i due milioni di pesos , si circoscrive alla sfera scientifica, ma si è parlato d’ampliarlo all’agricoltura, le fonti rinnovabili d’energia, turismo, biotecnologia, educazione, cultura e sport.
Poi ha sottolineato l’importanza che tutti i cubani, vivano dove vivano, si uniscano alla lotta contro il blocco che, oltre alle insufficienze interne, è il più grande ostacolo all’economia del paese.
«La Patria è di tutti», ha reiterato pochi secondi prima che la riunione si animasse moltissimo, con tutti che volevano farsi fare una fotografia con il.
Lo stesso è passato quando è toccato il turno agli amici irlandesi questi, che sono stati a lato dell’Isola in tutte le sue lotte, dall’opposizione al blocco e alla Legge Helms Burton, alle campagne per la liberazione dei Cinque Eroi e l’appoggio ai leaders storici della Rivoluzione.
«Prossimamente, ha assicurato, si realizzerà a L’Avana l’Incontro Antimperialista di Solidarietà per la Democrazia e contro il Neoliberalismo, organizzato dall’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli. Nell’attuale congiuntura politica, segnata dall’aggressività dell’amministrazione Trump, cercheremo nuove vie per rinforzare la solidarietà. Grazie per condividere le nostre lotte, i nostri sogni e le speranze», ha riferito il mandatario.
«Non è per caso che abbiamo scelto questo incontro come ultima attività ufficiale in Irlanda, perchè volevamo terminare al meglio la visita. Ed è stato così e di questo si è parlato dopo gli abbracci e le emozioni. ( GM – Granma Int.)


