
Il ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha utilizzato il su account di Twitter per respingere «energicamente» le «calunnie» del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, sulla cooperazione medica cubana a livello mondiale.
Durante il suo discorso nel dibattito dell’Assemblea Generale della ONU, il mandatario ha assicurato che «ai medici erano vietate le libertà fondamentali», e che «era un lavoro da schiavi con l’appoggio di organismi dei diritti umani».
Bolsonaro ha denunciato la presunta presenza dei 60.000 agenti cubani che controllano e si mescolano in tutti gli ambiti della società venezuelana».
Inoltre ha affermato che il Venezuela è un paese democratico, ma oggi soffre per la crudeltà del socialismo, ed ha lodato il lavoro realizzato con gli USA per, secondo lui, far sì che si garantisca la democrazia in Venezuela.
Inoltre il reazionario presidente si è riferito all’ambiente, uno dei punti centrali di questa Assemblea.
Ha definito “fallace” dire che l’Amazzonia è il polmone del pianeta.
«Questo non ha senso», ha sostenuto.
Poi ha aggiunto che il suo paese è uno di quelli che protegge di più l’ambiente e che l’Amazzonia praticamente non è stata toccata.
Queste dichiarazioni, nonostante tutto, contraddicono le recenti relazioni sulla deforestazione per le quali un funzianario del governo è stato licenziato e che rivelano il grave disboscamento che vive questa regione dal suo arrivo al potere
( El Espectador/ Gm – Granma Int.)





