Il processo di denuclearizzazione della penisola della Corea presenta un interesse strategico per le nazioni della regione e del mondo, per far calare le tensioni nella zona d frontiera ed evitare che scoppi un conflitto di carattere planetario altamente distruttivo.
Questo interesse ha due lati versanti : la Russia e la Cina sono interessate alla stabilità per via della vicinanza delle frontiere con le due Coree e gli Stati Uniti, paese famoso per esigere ai suoi oppositori che si disarmino per poi organizzare un’invasione militare.
Per questo il leader della Repubblica Popolare Democratica della Corea (RPDC), Kim Jong-un, ha deciso di riunirsi con il mandatario Vladimir Putin nell’estrema città di Vladivostok, dove si spera che seguano il cronogramma della denuclearizzazione come tema strategico che non metta in pericolo l’esistenza degli stati sovrani.
La Russia mostra così il suo alto profilo come potenza mondiale, assumendo una prima voce nel dialogo fallito tra Pyongyang e la Casa Bianca, realizzato mesi fa ad Hanoi, dove Donald Trump voleva ottenere tutto in cambio di niente, ossia senza abbassare il tono delle sanzioni contro il popolo coreano.
Le due potenze inoltre riprendono i vincoli storici, dato che gli USA si scagliano contro vecchi nemici e tanto la Russia che la RPDC subiscono le sanzioni economiche imposte dall’Occidente impegnato in una lotta «contro il comunismo».
Questo incontro deve rinnovare gli accordi sul commercio attraverso la frontiera e il suo peso nello sviluppo dell’estremo oriente russo e del nord della penisola coreana.
È la prima volta che i due mandatari si riuniscono direttamente in un vertice d’alto livello che precede una riunione dei paesi che formano la Rotta della Seta, un’alternativa euroasiatica ai meccanismi di sanzioni e di pressione finanziaria subordinate agli Stati Uniti. ( GM – Granma Int.)


