ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Maduro ha annunciato sanzioni contro i sabotatori del sistema nazionale elettrico del Venezuela. Photo:* Al Mayadeen

Così come lo ha chiesto sabato 9 il presidente Costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, il popolo venezuelano ha affrontato con molto coraggio le nuove manovre contro di lui.
Il mandatario ha denunciato di fronte a una marcia anti imperialista del popolo. che il paese è vittima, da giovedì 7, di una delle più forti aggressioni in 200 anni di sovranità nazionale, ma che il Governo in pieno lavora per dare una soluzione ai danni provocati da un sabotaggio cibernetico che ha lasciato senza elettricità 18 dei 24 Stati e ha generato danni nelle telecomunicazioni.
La sindaco della capitale del paese, Erika Farías, ha affermato a  Telesur che il popolo ha risposto in pace e si mantiene la pace. Poi ha aggiunto che il ripristino dell’energia elettrica sarà progressivo ed ha dettagliato che le autorità sono presenti in vari punti, e seguono le distinte contingenze nella capitale, garantiscono i rifornimenti di acqua e alimenti con priorità per la rete degli ospedali pubblici.
La Forza Armata Nazionale Bolivariana ha messo a disposizione del popolo le sue risorse e in accordo con le dichiarazioni fatte alla  Venezolana de Televisión, da Vladimir Padrino López, ministro del Potere Popolare per la Difesa, per istruzione del presidente Nicolás Maduro è iniziato un sistema di riconoscimento delle linee di trasmissione ed ha occupato tutte le sottostazioni elettriche del paese per proteggere la sicurezza.
La guerra elettrica è un nuovo capitolo dell’aggressione realizzata dall’estrema desta che esegue i disegni degli Stati Uniti, dato che solo tre minuti dopo la scomparsa dell’elettricità l’account di  Twitter di Marco Rubio annunciava esultante il sinistro. Anche Mike Pence, l’ha fatto ed ha annunciato che la cosa seguente sarà  la caduta di Maduro.
Sabato, quando il servizio era stato ristabilito al 70%, è avvenuto un altro “apagon” con la verifica che gli attacchi cibernetici provenivano dall’estero ed erano aiutati da agenti interni. Ora si stanno prendendo le misure per blindare il sistema informatico dal quale dipende il servizio elettrico e si avanza per garantire la sua qualità.
L’America Latina ha denunciato l’attacco.
Il  Presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha catalogato come una sporca azione di terrorismo l’attacco al sistema elettrico nazionale del Venezuela. Dal suo account di Twitter ha denunciato che il sinistro vuole favorire un intervento armato nel paese di Bolívar.
Evo Morales, presidente della Bolivia, ha parlato di un’azione di vigliaccheria ed ha avvertito sull’ effetto delle sanzioni d’ingerenza da parte dell’amministrazione Trump.
Il governo di Donald Trump, con l’influenza di poderose lobby dello stato della Florida e interessi mercantili come quelli della petrolifera Exxon Mobil-
tra i tanti interessati a mettergli in mano immense ricchezze e le risorse del Venezuela- , ha scalato la politica delle ostilità ed ha dichiarato apertamente la sua intenzione di rimuovere dal potere il legittimo governo di Maduro. ( GM – Granma Int.)