ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Lavoratori italiani di diversi settori hanno realizzato uno sciopero nazionale di protesta contro la violenza, la discriminazione e lo sfruttamento delle donne in occasione del Giorno Internazionale della Donna, 8 di marzo.

Lo sciopero convocato dalle Organizzazioni Sindacali Autonome, dalla Confederazione Unitaria di base e dal Sindacato di Base, ha contato con l’appoggio di altri gruppi sindacali ed ha disturbato soprattutto i servizi di trasporto pubblico e d’educazione.

La sospensione dei lavori è stata realizzata in due modalità: una di 24 ore e una di quattro, disturbando la mobilità a Roma, Milano, Genova, Torino, Firenze e Palermo tra le varie città dove ci sono state le fermate dei servivi nelle ore di maggior flusso dei passeggeri.

«Lo sciopero è una risposta a tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono le nostre vite nella famiglia, nei posti di lavoro, per le strade, negli ospedali, nelle scuole, dentro e fuori dalle frontiere», segnala in un richiamo la rappresentazione italiana del movimento “Nemmeno una di meno”,

«Noi facciamo sciopero in tutto il mondo contro la crescita delle destre reazionarie che firmano patti patriarcali e razzisti con il neoliberismo», sottolinea il documento nel quale si precisa che in Italia un terzo delle donne tra 16 e 70 anni è stata vittima della violenza da parte di un uomo.

Il testo aggiunge che sono circa sette milioni le femmine che hanno sofferto la violenza fisica e sessuale in questo paese dove ogni anno muoiono circa 200 donne uccise dal marito o dal fidanzato, attuale o precedente, e un milione 400.000 hanno sofferto la violenza sessuale prima di compiere 16 anni, e un altro milione è stato vittima di violazioni o di tentativi.

Il richiamo sottolinea che almeno la metà delle donne italiane adulte sono impiegate nel mercato ufficiale del lavoro, dove la discriminazione salariale oscilla tra il 20 e il 40% in dipendenza dell’occupazione, mentre una terza parte è forzata ad abbandonare il lavoro per maternità. (GM – Granma Int.)