ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Buona sera a tutti i presenti.
Saluto l'ambasciatore di Cuba in Italia, José Carlos Rodriguez e l'ambasciatore del Venezuela, Isaias Rodriguez.
Il 25 novembre del 1956 un gruppo di 82 giovani ribelli si imbarcano sullo yacht Granma dal porto di Tuxpan in Messico e dopo 7 giorni il 2 dicembre sbarcarono a la Plata Las Coloradas nella provincia orientale di Cuba.
Dopo 2 anni e 29 giorni quel manipolo di uomini si trasformò nell'Esercito Ribelle che sconfisse la dittatura di Fulgencio Batista, appoggiata e finanziata da Washington. Sono passati 60 anni da quel 1 gennaio del 1959! Chi lo avrebbe mai detto.
A soli due anni dal trionfo, gli USA cercarono di porre fine a quella giovane rivoluzione, ci provarono a Playa Girón e furono vergognosamente sconfitti da un popolo in armi.
Quel popolo che da poco aveva realizzato la Campagna di Alfabetizzazione e la Riforma Agraria. Gli Stati Uniti non potevano perdonare quell'affronto da un'isola a 90 miglia dalle loro coste. Cosa fece lo Zio Sam? Trasformò i cubani esiliati a Miami in terroristi che fecero esplodere aerei, bombe, sabotaggi e hanno speso miliardi di dollari per assassinare Fidel. Non ci riuscirono mai.
Dodici presidenti americani si sono succeduti dal 1959: Ehisenhower, Kennedy,Johnson, Nixon, Ford, Carter Reagan, Bush padre, Clinton, Bush figlio, Obama e Trump. Imposero il Blocco appoggiato solo dal servo alleato israeliano. Tre Papi hanno visitato Cuba, Giovanni Paolo secondo, Benedetto XVI e Papa Francesco. Cadde il muro di Berlino, scomparve l'URSS e il Blocco dei paesi socialisti.
Gli uccelli del malagurio aspettavano la caduta del socialismo cubano, ma quell'isola ribelle e indomita resisteva! Qualche carogna auspicava l'invasione armata yankee come a Grenada, come in Afghanistan, in Iran, in Libia, in Siria e in tanti altri paesi.
Ma gli Stati Uniti lo hanno sempre saputo, la loro potenza bellica è capace di occupare un paese e far cadere un governo, ma non si può sconfiggere un popolo in armi e convinto delle proprie idee. Gli USA hanno appreso questa lezione molto bene in Vietnam.
Attaccare Cuba avrebbe significato affrontare una guerra popolare ma dopo l'umiliazione subita nel Sudest asiatico, la Casa Bianca ha preferito non correre il rischio.
È quasi superfluo ricordare i successi della Rivoluzione Cubana, basta dire che nessuno muore di fame, nessuno è analfabeta, nessuno gira scalzo, nessuno paga l'istruzione ne tanto meno la salute.
Nella lista dell'indice di Sviluppo Umano dell'ONU composta da 189 paesi, Cuba si trova al 68 posto, molto meglio di tanti paesi latinoamericani e del Brasile (79 posto). Cuba in questi 60 anni ha educato il suo popolo alla solidarietà e lo ha dimostrato inviando migliaia di suoi figli nelle aree più povere e remote del pianeta, in più di 100 paesi. Ma questo non si può dire, non si deve far conoscere. Una "dittatura" che aiuta il prossimo? Non può essere vero.
Sapete chi è stato l'unico capo di stato ad aver pronunciato un discorso durante le esequie di Nelson Mandela? Raul Castro! Questo perché il governo del Sud Africa riconobbe l'importanza della solidarietà cubana per porre fine dell'apartheid.
Sapete qual'è la maggior arma della Resistenza Cubana? È la coscienza della sua popolazione.
La Rivoluzione Cubana compie 60 anni e come ha scritto Frei Betto: " è molto poco per un paese che è Isola tre volte. Uno per la geografia, uno per il Blocco e uno per essere l'unico paese nella storia dell'Occidente che ha optato per il Socialismo.
Molte sono le sfide e le difficoltà, sappiamo che i cubani, ispirati da Marti, dal Che, da Fidel e da Raul le sapranno affrontare, perché sanno che la Rivoluzione non è solo il passato ma è un progetto per il futuro.
Come rappresentante dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba e segretario del circolo di Roma voglio ricordare ai presenti che eravamo al fianco di Cuba nel 1961 durante Playa Giron, eravamo al fianco di Cuba durante il Periodo Speciale.
Non abbiamo lasciato sola l'Isola quando crollò l'Unione Sovietica, ci siamo oggi e ci saremo il 24 febbraio prossimo, quando verrà approvata la nuova Costituzione.
Compagni, concludo il mio intervento ricordando una frase molto significativa: Quien se levanta hoy con Cuba, se levanta para todos los tiempo.
Viva la Rivoluzione Cubana!