ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Anche quest'anno Aleida Guevara sta facendo un tour per l'Italia del

Nord, per portare le ragioni di Cuba contro il più spietato e lungo

blocco economico - quello statunitense - mai imposto ad un paese.

Abbiamo partecipato ad uno di questi incontri - organizzato

dall'Associazione di Amicizia Italia-Cuba di Cinisello Balsamo il 6

dicembre 2018, dove erano presenti circa un centinaio di persone - e

abbiamo potuto farle alcune domande, le cui risposte vogliamo

condividere con tutti.

D. Cosa è cambiato a Cuba dopo che Fidel se n'è andato?*

R. Abbiamo cambiato il presidente - e Fidel non lo era già più - ma

tutto continua come prima.

D. Avete un nuovo presidente, avete fatto il Congresso: qui in Italia

c'è un dibattito perché la nuova Costituzione cubana ora permette la

proprietà privata; qualcuno dice che Cuba sta lasciando la strada verso

il socialismo. Lei che ne pensa?

R. La proprietà privata esistente a Cuba è piccola. Nella Costituzione

precedente tale proprietà non era permessa quindi abbiamo dovuto

cambiare qualcosa per permetterla, perché stavamo violando la legge

principale del Paese. Stiamo parlando di un certo tipo di proprietà

privata, ad esempio di un parrucchiere o una panetteria, di un piccolo

ristorante che non può avere più di un certo numero di tavoli, di una

persona che affitta un appartamento. Parliamo quindi di questo tipo di

proprietà, non di proprietà dei grandi mezzi di comunicazione, di mezzi

di produzione, né di hotel: niente di tutto questo cambierà. La proprietà resta dello Stato socialista.

Il fatto è che, in un determinato momento di crisi mondiale, lo Stato

cubano si rende conto che ci sono più di cinquecentomila persone che

lavorano, ricevono un salario ma che non producono e nessuno Stato può

sostenere questa situazione; ma uno Stato socialista non può lasciare

cinquecentomila persone senza lavoro. Quindi, in quel momento, si è

deciso di permettere che questi compagni potessero lavorare per conto

proprio; ma questo, anche se lo si permetteva ad un numero importante di

lavoratori, stava influendo sulla legge più importante del paese perché

non era previsto nella Costituzione. Per questo c'è stato questo

cambiamento, perché potessero farlo senza problemi.

D. Dopo l'Argentina e il Brasile, con le destre che vanno al potere,

che problemi ha Cuba con questi paesi? Già i medici che lavoravano in

Brasile hanno dovuto tornare. Altre cose?

R. Dal punto di vista economico naturalmente ci sono problemi, perché

noi avevamo con la presidente Dilma (Roussef) una magnifica relazione,

non con lei direttamente ma con industriali brasiliani. Ora alcuni di

loro dovranno ritirarsi a causa delle pressioni che subiranno. Non

sappiamo come funzionerà questo tipo di interscambio, perché loro hanno

investito capitali, ad esempio nel porto di Mariel, dove lavorano varie

imprese brasiliane. E' difficile che si ritirino senza recuperare i loro

capitali. Davvero, non sappiamo come agiranno ma quello che per noi è

chiaro è che chi ha investimenti a Cuba sa che i profitti sono diretti

al popolo e che la nostra legge va rispettata. Quindi questo è un

problema di chi vuole andarsene, ma l'investimento resta. Non so, dal

punto di vista economico non sappiamo cosa decideranno ma in generale

noi abbiamo relazioni con imprese indipendenti, alcune statali ma non

tutte. Quindi ci possono essere comunque rapporti che proseguono, ma al

momento non è stata presa alcuna decisione.

D. Cuba e l'Europa: come sono i rapporti?*

R. L'Unione Europea ha sempre voluto discutere dei diritti umani a

Cuba e di molte altre cose ma ora abbiamo buoni rapporti, non con la

Comunità come istituzione, neanche con gli Stati in quanti tali, ma con

società come la Melià, che è una società turistica spagnola che a Cuba

ha 11 hotels. Abbiamo con loro una relazione da molto tempo, da prima

che la Comunità Europea pensasse di fare qualcosa loro c'erano già.

Io immagino che resteranno a Cuba perché, se prima hanno subito

pressioni e sono rimasti, ora continueranno a farlo perché hanno molti

più hotel di prima, no?! Dipende dalle imprese europee, da come

metteranno in discussione il problema del blocco, perché è evidente che

il blocco colpisce. In questo momento, bisogna considerare che Obama ha

imposto sanzioni finanziarie straordinarie alle imprese europee che

commerciavano con Cuba: alcune hanno resistito, altre no. Dipende dagli

europei, noi siamo sempre qui.

D. Altra domanda: Cuba è un riferimento per tutti comunisti, i

rivoluzionari del mondo. Il Partito Comunista non ha mai pensato di fare

una "specie" di Internazionale? Perché?

R. Noi partecipiamo a tutti gli eventi internazionali come Partito,

andiamo a vari congressi di diversi partiti di varie parti del mondo e

in questo ci comportiamo come qualsiasi Partito Comunista. Ora, non

crediamo di dover fare qualcosa di "internazionale". Abbiamo partecipato

al Foro di San Paolo che si è svolto all'Avana, e che è stato molto,

molto positivo; facciamo congressi e abbiamo scambi con diverse entità

politiche, non solo comuniste ma anche di sinistra in generale e finora

abbiamo sempre lavorato abbastanza unitariamente. Non credo sia

necessario fare "qualcosa" di così definito come un'Internazionale.

Semplicemente quello che stiamo facendo è da una parte aiutare,

dall'altra imparare e così cresciamo tutti.

D. Ultima domanda: perché gli strati popolari, gli strati più poveri,

in America Latina ma non solo - anche qui - votano per le destre? Errori

delle sinistre?

R. Questo ha a che vedere con il non riconoscimento della sinistra,

perché tu puoi esistere come partito, avere brillanti intellettuali che

siano capaci di parlare, di discutere, ma se il popolo non"tocca"

l'impegno, l'unica cosa in cui finisce per credere è … la religione. Il

popolo ha bisogno di "toccare con mano"; sto parlando ad esempio di

salute, dove il medico parla di quello che io sto vivendo… altrimenti è

molto difficile per la gente credere. Se chiudono una fabbrica, dov'è il

partito comunista, dov'è la gente di sinistra? Deve stare là, appoggiare

i lavoratori, resistendo fino all'ultimo con i lavoratori. Se tu non

vedi questo, se non lo "tocchi", questo partito non esiste per te.

E c'è anche una campagna straordinaria contro i partiti di sinistra e a

volte un piccolo errore si trasforma in un errore immenso perché la

stampa lo presenta così e la gente, normalmente, crede nella propria

stampa, anche se generalmente è molto male informata. E l'informazione

con cui viviamo fa sì che la gente non abbia coscienza politica.

Intervista e traduzione di Daniela Trollio. ( Fonte Nuove Resistenze).