ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Cuba scommette sul suo sviluppo tecnologico e dal principio lo ha fatto con il fine di facilitare al popolo un maggior accesso alla conoscenza.

Per questo il Governo cubano ha implementato la Politica della informatizzazione della società, concepita in corrispondenza dell’insieme delle politiche e le azioni derivate che formano l’implementazione del modello economico e sociale e che si sostenta su vari principi generali.

Nel progetto di concettualizzazione del Modello Economico e Sociale cubano di Sviluppo Socialista, nel 1º Capitolo si legge: «Sono sviluppate le tecnologie dell’informazione e le comunicazioni e l’automatizzazione, in modo che contribuiscano a un’attiva partecipazione cittadina – soprattutto dei giovani –la crescita della conoscenza e il livello di qualità di vita, l’innovazione, il perfezionamento dello Stato, l’impegno dell’economia nazionale e della sfera sociale».  

Così, che un paese come Cuba stimoli lo sviluppo delle tecnologie con una visione emancipatrice, è un problema per il Governo degli Stati Uniti, nel suo affanno di destabilizzare l’Isola.

Senza dubbio Internet è anche una piattaforma - questo è provato- per realizzare penetrazioni ideologiche ed anche convocare alla violenza com’è già successo in altre nazioni.

Volere e non volere più Internet per Cuba? Il potere nordamericano lo dibatte e alcuni vogliono rendere flessibile gli scambi in materia di telecomunicazioni e altri sostenere il blocco totale, ma il fine è lo stesso, come ha dimostrato la seconda riunione del Gruppo d’impegno di Internet per Cuba (GTIC) del Dipartimento di Stato.

In che modo l’amministrazione Trump è relazionata a tutto questo?

Nel giugno del 2017, in accordo con le indicazioni del memorandum presidenziale “Rafforzamento della politica degli Stati Unit verso Cuba”, il Dipartimento di Stato aveva creato il GTIC per “esaminare le sfide tecnologiche e le opportunità per ampliare l’accesso a Internet e alla libertà d’espressione in Cuba ».

In accordo con lo stesso Governo statunitense, il GTIC «esaminerà le sfide tecnologiche e le opportunità per ampliare l’accesso d’Internet in Cuba, ed anche con l’appoggio del Governo federale, a programmi e attività che fomentino la libertà d’ espressione attraverso media indipendenti e la libertà d’Internet per far sì che il popolo cubano possa godere di un flusso libero e non regolato dell’informazione».

Per questo contano con una capacità di consulenza esclusiva rispetto all’accesso in Internet in Cuba. Il gruppo è composto da rappresentanti di dipartimenti e agenzie rilevanti del Governo degli USA e organizzazioni non governative relazionate a Internet, ed entità del settore privato.

Nella sua riunione inaugurale, il gruppo ha creato due vice comitati : uno per esplorare il ruolo dei media di comunicazione e il flusso d’informazione libero e non regolato in Cuba, e l’altro per esplorare l’accesso a Internet in Cuba, obiettivi analizzati nella seconda riunione pubblica che hanno realizzato negli Stati Uniti lo scorso 6 dicembre.

In accordo con il sito web del Dipartimento di Stato, «a meno che si esteso dal Presidente, il Gruppo di Lavoro   terminerà il 16 giugno del 2019 (in conformità con il Memorandum di Sicurezza Nazionale del 16 giugno del 2017)».

Dopo la lettura di questa informazione, appare evidente il paradosso: il gruppo desidera ampliare gli orizzonti del Intenet nello stesso paese al quale da più di 55 anni impone un blocco economico commerciale e finanziario.

La sua seconda riunione si è svolta un giorno dopo l’annuncio dell’apertura del servizio di connessione di dati da parte di Etecsa. Cincidenza?

Questo gruppo vuole «contribuire» allo sviluppo di Internet in Cuba. Ma perchè? Quali sono le reali intenzioni del Governo nordamericano dietro a questo progetto?

La giornalista Rosa Miriam Elizalde, in un’intervista concessa al programma Enlace Cuba, di Cubavisión Internacional, ha detto che: «Se è necessario spiegare in una frase quello che di cui stiamo parlando, per far sì che lo intenda il popolo di Cuba, diremmo che questa è la versione di Radio e TV Martí per Internet, dedicato esclusivamente a produrre 24 ore al giorno di notizie false o come si chiamano adesso “fake news”, adattate alle condizioni particolari di Cuba nello spazio pubblico digitale del paese. Ed è tanto illegale e d’ingerenza come Radio y TV Martí».

L’Isola ha concepito il lento sviluppo di Internet contando sempre con i nostri sforzi, senza dipendere da volontà estranee che si vogliono interporre nel progresso della nazione.

In forma generale, da 2003, Etecsa ha implementato più de 1.200 siti wifi, 670 sale di navigazione, più di 6. 000 conti Nauta Hogar,1,9 milioni di conti permanenti per l’accesso a internet e più di34.000 entità con connessione.

Questo accesso sostenuto è quello che posto l’Isola al primo posto come paese con la maggior crescita nella penetrazione nelle reti sociali nel 2016, con il 346 %.

In una dichiarazione precedente, il ministro delle Comunicazioni, Jorge Luis Perdomo, si è riferito ad alcuni degli impegni del settore delle telecomunicazioni per il 2019: creare più infrastrutture, con la priorità per la banda larga mobile e la tecnologia di quarta generazione, in modo che si possa ampliare la capacità d’accesso; incrementare i contenuti digitali nazionali per far sì che le imprese che sviluppano le applicazioni informatiche si integrino e apportino di più al processo d’informatizzazione.

Lavorare per realizzare una relazione naturale tra le entità statali e il settore privato, così come dare priorità all’informatizzazione nei territori.

Perdomo ha anche affermato che la direzione del Governo e del Partito hanno piena coscienza della necessità del servizio di Internet .

«Internet e le tecnologie, in forma generale, incentivano lo sviluppo economico, sociale e culturale e generalizzano le conoscenze e il loro accesso .

È un fattore che coincide in tutti i settori dell’economia, genera lavoro, è utile in funzione della crescita».

Nell’editoriale /L’informatizzazione della società, una priorità per Cuba/, pubblicato in questo giornale, si dimostra qual’è la volontà di Cuba in questo tema :

Il nostro paese «è stato ed è deciso a connettersi con il mondo, nonostante la propaganda contro di lui, l’assedio economico, la vigilanza raddoppiata e le guerre di quarta generazione. La decisione è stata presa non solo per bere dalla stessa immensa fonte di conoscenza che è “l’autostrada dell’informazione”, ma per porre il meglio del nostra cultura, educazione, conoscenza e umanesimo che sono il nucleo della fondazione della Rivoluzione cubana e del pensiero dei suoi leaders ».

Cronologia del Gruppo di Lavoro

- 14 febbraio del 2006: La segretaria di Stato, Condoleezza Rice, ha creato Ufficialmente il Gruppo d’Impegni per la Libertà Globale di Internet.

- 2008: Il governo di Barack Obama ha inviato verso il ciberespazio cubano la maggioranza del bilancio pubblico destinado alla politica di «cambio di regime» nell’Isola.

- Settembre del 2009: L’Ufficio dell’Industria e Sicurezza ha creato un’eccezione alla licenza delle esportazioni a Cuba per «dispositivi dicomunicazione donati» :  telefoni cellulari, schede sim, pda,computers portatili e da scrivania, memorie flash, apparecchi Bluetooth, e dispositivi di connessione senza cavi a internet.

- 16 giugno del 2017: Il Dipartimento di Stato ha creato il Gruppo di

Lavoro di Internet per Cuba per esaminare le sfide tecnologiche e le opportunità d’ampliare l’accesso a Internet e la libertà d’espressione in Cuba».

- 22 gennaio del 2018: L’avviso della riunione inaugurale del Gruppo è stata

pubblicata nel Registro Federale ed è stata annunciata dal Dipartimento di

- 7 de febbraio del 2018: Riunione inaugurale del Gruppo di Lavoro.

- 6 dicembre del 2018: Il Gruppo di Lavoro di Internet ha organizzato una seconda riunione aperta al pubblico. ( GM – Granma Int.)

Fonte: Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e Dominio Cuba.