ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Bandiera della Russia. Photo: Internet

Il ministro russo dei Temi Esteri , Serguéi Lavrov, ha denunciato la preparazione a Kiev di una provocazione in Crimea per la fine dell’anno, ma ha negato la possibilità di un conflitto tra il suo paese e l’Ucraina, ed ha affermato, promettendolo, che Mosca risponderà con molta fermezza nel caso di azioni di provocazione.

Si tratta della nostra frontiera e in nessun modo permetteremo che Petró Poroshenko tenti, come lui afferma, di difendere i suoi interessi e in questa forma di violare i diritto degli abitanti della Crimea, ottenuto in accordo con il Diritto Internazionale, ha commentato.

Nel marzo del 2014, la stragrande maggioranza della popolazione della Crimea e della zona speciale di Sebastopoli si era pronunciata a favore dell’uscita dall’Ucraina e al successivo ritorno nella giurisdizione russa.

Abbiamo informazioni che il mandatario ucraniano dibatte con le nazioni che proteggono e stimolano il suo governo su come realizzare la provocazione, ha anticipato il titolare russo dei Temi Esteri al quotidiano Komsomolskaya Pravda.

Lo consigliano di mantenere un conflitto di bassa intensità, per accusare la Russia di una presunta aggressione e con questo giustificare da Occidente l’applicazione unilaterale di sanzioni, ha spiegato il diplomatico russo, che ha reiterato che si eviterebbe una guerra contro l’Ucraina ed ha indicato che il riconoscimento adesso da parte del suo paese delle auto proclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, nel Donbass, sarebbe la dimostrazione di un attacco di nervi o di debolezza.

Nelle due regioni sono stati realizzati referendum per l’indipendenza nel maggio del 2014, un mese dopo che il governo giunto al potere con un colpo di Stato nel febbraio di quell’anno promosse un’operazione contro la popolazione del

Donbass, con un costo di 10.000 vite, nella maggioranza civili ( GM - Granma Int.).