ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Luizianne Lins, deputata del Partito dei Lavoratori (PT) del Brasile ha proposto  la creazione di una commissione parlamentare per investigare lo schema fraudolento utilizzato da Jair Bolsonaro nelle elezioni presidenziali.
Nel suo account della rete sociale Twitter, la Lins  ha confermato l’intenzione d’investigare attraverso una giunta legislativa «lo schema fraudolento» della diffusione massiva di messaggi  durante la campagna «del presidente fakenews(notizie false)» Jair Bolsonaro.
«Alla fine dei lavori la farsa di queste elezioni sarà smontata», prevede la parlamentare.
La proposta è sorta dopo un seminario interno che ha realizzato il PT per discutere la comunicazione del partito e fare un bilancio dell’ultima campagna elettorale.
In un discorso alla Camera, il deputato Henrique Fontana (PT)  ha rinforzato l’iniziativa  della sua collega di partito.
«La mia petizione in questa tribuna -e mi muoverò con altri due legislatori che hanno la stessa volontà – è installare una commissione in questo Parlamento, se è possibile una mista della Camera e del Senato, per investigare sull’uso delle reti sociali in forma illegale durante le ultime elezioni nel paese», ha segnalato Fontana.
Poi ha citato articoli della stampa che hanno rivelato le illegalità nell’uso delle applicazioni digitali nelle ultime votazioni del 28 settembre e ha citato esattamente un reportage del quotidiano Folha de Sao Paulo, che ha denunciato l’uso illegale del CPF (registro federale) degli anziani per rendere viabile uno sparo di milioni di messaggi via WhatsApp.
Sono sempre più evidenti i segnali che la pianificazione ha avuto una frode pagata con milioni di reali, e solo questo sarebbe sufficiente per far realizzare un’investigazione profonda del Tribunale Superiore Elettorale,  ha spiegato il deputato.
«Apparentemente l’uso illegale delle reti sociali è già avvenuto durante l’elezione di Donald Trump negli USA e nel momento in cui l’Inghilterra, il Regno Unito, ha analizzato l’uscita dalla comunità europea, Brexit.
L’uso illegale dell’informazione a milioni di persone nei due fatti è oggetto d’investigazione nei rispettivi parlamenti.
In Brasile, per creare una commissione parlamentare d’investigazione sono necessarie 171 firme tra 513 deputati.
Alla metà di novembre, il Tribunale Superiore Elettorale ha annunciato d’aver incontrato 17 irregolarità negli account presenti per la campagna di Bolsonaro, che ha vinto le elezioni con più del 55% dei voti.
Nella relazione dell’area tecnica consegnata al giudice  Luís Roberto Barroso, della Corte Suprema, s’informa che la  AM4, la più importante realizzatrice della campagna dell’ex militare e responsabile della diffusione di messaggi molte volte falsi attraverso WhatsApp, non aveva l’autorizzazione della giustizia elettorale per raccogliere donazioni via Internet, la maggior fonte di risorse nel lavoro di proselitismo dell’ex candidato dell’estrema destra. (GM – Granma Int.)