ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

«CUBA non teme la menzogna, non s’inginocchia di fronte alle pressioni, alle condizioni o alle imposizioni, vengano da dove vengono; si difende con la verità che sempre, più presto che tardi termina per imporsi.».

Non potrebbero essere più adeguate queste parole del Generale d’ Esercito Raúl Castro Ruz, precisamente in questi giorni, quando il Governo nordamericano perde il suo tempo diffamando ancora una volta Cuba.

Il 16 ottobre hanno deciso di montare il loro teatro con l’appoggio dell’organismo internazionale, nella Sala del Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc) dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite, per presentare la campagna denominata Jailed for what (Detenuto perchè), contro Cuba.

L’obiettivo di questa burla a quel che rappresentano la politica estera e l’autorità di un organismo come la ONU, non è altro che la promozione di un’immagine di Cuba come presunta violatrice dei diritti umani, per giustificare il prolungato blocco economico e commerciale contro la Maggiore delle Antille.

La giustificazione per questa farsa è l’accusa da parte degli Stati Uniti dell’esistenza di quelli che chiamano “prigionieri politici” e le presunte violazioni dei loro diritti umani. Ma queste sono solo accuse ingannatrici per cercare di silenziare il popolo cubano, per macchiare l’opera della nostra società.

La posta in scena di questo 16 ottobre, carente di spettatori, come si poteva sperare, ha avuto come prtoagonista l’ambasciatrice Kelley E. Currie, rappresentante degli Stati Uniti nel Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, incaricata di pronunciare il discorso centrale dell’attacco; Michael Kozak, ufficiale superiore dell’Ufficio di Democrazia, Diritti Umani e Lavoro, del Dipartimento di Stato, una delle entità che riceve più denaro e dirige le azioni sovversive contro Cuba.

Kozak è stato a capo dell’Ufficio d’Interesse degli Stati Uniti a L’Avana alla fine degli anni ’90.

Ancora una volta c’era, com’è già sua abitudine quando i padroni di Washington comandano, Luis Almagro, segretario generale dell’ Organizzazione degli Stati Americani ( OSA) assieme al direttore esecutivo dell’Istituto della Razza e Uguaglianza, Carlos Quesada, e con il contro rivoluzionario Alejandro González Raga. Cosa ci si può aspettare da un così eloquente conclave?

Lì sono siccesse varie cose alcune deprecabili.

La web cast delle Nazioni Unite non mette mai a fuoco la nostra rappresentante presso organismo internazionale, la Sra. Anayansi Rodríguez Camejo, alla quel si nega la parola sollecitata in varie occasioni. La sicurezza della ONU espelle dalla sala di Ecosoc quelli che condannano la campagna degli USA contro Cuba.

Dal fondo della sala dove gli Stati Uniti riempiono la ONU di menzogne, si ascolta il richiamo fervente della delegazione cubana.

È quasi una commedia quello che gli Stati Uniti hanno tentato qui.

Come osa il Governo nordamericano parlare do violazioni dei diritti umani, quando tortura nelle prigioni come in quelle dell’Iraq o a Guantánamo, quando è capace di separare i bambini a forza dai loro genitori immigranti, quando fomenta

l’uso delle armi, queste che hanno ucciso molti adolescenti nelle stesse scuole statunitensi.

Washington sta finendo i pretesti e quello che è successo nella ONU dimostra la sua disperazione, la sua mancanza di argomenti. Si sa che la più crudele e flagrante violazione dei diritti umani è il blocco imposto ai cubani.

Che Washington non pretenda di sviare l’attenzione che non cerchi di passare da accusato a accusatore.

Non sono riusciti a far arrendere Cuba nemmeno con il blocco, né con le minacce, nè con le menzogne o le campagne diffamatorie.(GM – Granma Int.)