ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Il Papa Francisco ha detto a Roma che San Oscar Romero seppe incarnare con perfezione l’immagine del buon pastore che offre la vita per le sue pecorelle.

In un discorso pronunciato durante un’udienza con pellegrini salvadoregni giunti a Roma per partecipare alla canonizzazione di Monsignor Oscar Arnulfo Romero, il sommo pontefice ha salutato prima di tutti i vescovi della nazione centroamericana, i sacerdoti e i fedeli.

Segnalando la figura del prelato assassinato da un sicario il 24 marzo del 1980 mentre celebrava l’eucarestia nella cappella di un ospedale di San Salvador, Papa Francisco ha detto che oggi più che mai dalla sua canonizzazione si possono incontrare in lui un esempio e uno stimolo nel ministero che gli è stato affidato.

San Oscar Romero –ha segnalato- vedeva il sacerdote collocato nel mezzo di due grandi abissi: quello della misericordia infinita di Dio e quello della miseria infinta degli uomini, come lui stesso aveva detto nell’omelia durante l’ordinazione sacerdotale, il 10 dicembre del 1977.

Il Papa ha inviato il suo saluto agli altri pellegrini e alla comunità di El Salvador di Roma ed ha ricordato che il messaggio di San Oscar Romero va indirizzato a tutti senza eccezioni, grandi e piccoli, che è per tutti.

Finalmente, ha salutato il popolo che peregrina in El Salvador e oggi vibra felice di vedere uno de suoi figli nell’onore degli altari ed ha aggiunto che nonostante le difficoltà, il flagello della divisione, il flagello della guerra, la violenza che si è sentita con forza nella storia recente, questo popolo resiste e va avanti.

Dopo aver parlato ai salvadoregni obbligati ad abbandonare la loro terra cercando un futuro migliore, Bergoglio ha sottolineato che il ricordo di San Oscar Romero è un’opportunità eccezionale per lanciare un messaggio di pace e riconciliazione a tutti i popoli dell’America Latina (PL/ GM – Granma Int.)