ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Più di 10.000 minori sono internati nei centri per immigranti negli Stati Uniti, generando la condanna dell’opinione pubblica. Photo: La jornada digital

Le misure dell’inquilino della Casa Bianca contro gli immigranti sono state denunciate come «inammissibili » e «una tortura» da differenti entità tra le quali la ONU e Amnesty Internacional. Inoltre sono state criticate dagli stessi cittadini statunitensi e frenate da coloro che esercitano la giustizia.

Il Giudice del Distretto, Edward Chen, ha emesso di recente una sentenza preliminare che obbliga l’amministrazione di Trump a mantenere per ora il meccanismo mediante il quale si assistono più di 300.000 persone provenienti da El Salvador, Haiti, Nicaragua, Honduras e Sudan.

Attraverso dello Stato di Protezione Temporale (TPS), gli abitanti di paesi devastati da disastri naturali o da conflitti armati, sono autorizzati a vivere e lavorare legalmente negli Stati Uniti sino a che la loro situazione non migliora.

Nel suo ordine il magistrato nordamericano ha sostenuto che il governo degli USA non ha dimostrato l’esistenza di alcun danno conservando un programma di 20 anni fa, mentre i domandanti hanno affermato che portare i detti immigranti potrebbe pregiudicare l’economia locale e nazionale.

per questa e altre ragioni Chen ha stabilito che la chiusura del programma porterebbe con sè «danni irreparabili e grandi difficoltà» per i beneficiari e i loro familiari, ed ha dichiarato che l’attuale amministrazione deve mantenere il TPS e i permessi di lavoro sino a che è in corso una domanda che riguarda il termine stesso della programma migratorio.

«I beneficiari che hanno vissuto, lavorato e creato le loro famiglie negli USA, molti per più di un decennio, saranno rimpatriati», ha avvertito il giudice a proposito delle conseguenze della decisione dell’esecutivo di Trump.

Molti hanno figli nati in territorio statunitense e potrebbero dover affrontare la decisione di portare i loro figli con loro allontanandoli dal’unico paese e dalla sola comunità che hanno conosciuto, oppure separarli dalle loro famiglie.

Vale la pena ricordare che durante le udienze realizzate di recente, Chen ha considerato che la decisione del Presidente nordamericano di terminare il TPS potrebbe significare un’ostilità razziale contro i migranti di paesi non bianchi.

Working Families United, una coalizione di sei sindacati che rappresentano lavoratori immigrati, ha rivelato al portale digitale The Hill che, secondo l’ordine giudiziario, l’azione di Trump si basa nel suo criterio –notoriamente razzista e discriminatorio– e non in una legge o considerazione di sicurezza .

Nel caso di alcune migliaia di sudanesi beneficiati con il programma in questione, per esempio, dovrebbero abbandonare gli USA nel novembre prossimo, mentre il periodo per 5300 nicaraguensi favoriti scadrebbe in gennaio; quello di 58.000 haitiani nel luglio di quest’anno e nel caso de 263.000 salvadoregni in settembre.

IN CONTESTO:

Il TPS costituisce un programma migratorio creato nel 1990, mediante il quale gli Stati Uniti concedono asilo in forma straordinaria a nazionali di paesi colpiti da conflitti armati e disastri naturali.

Alla fine di settembre di quest’anno il mandatario statunitense ha ridotto nuovamente il numero dei rifugiati che gli Stati Uniti possono accogliere.

Di fatto, secondo una relazione della Procura Generale nordamericana, Trump ha tagliato il 33% dei 45.000 attuali e il tetto d’accoglienza delle famiglie si situa in 30.000 per l’esercizio fiscale del 2019.

Più di 10.000 minorenni restano internati nei centri per immigranti, tra coloro che stanno con qualche familiare o separati dai genitori.

Una gran parte di questi luoghi appartiene ed è amministrata da compagnie private e questo equivale ad un affare di molti milioni. (GM- Granma Int.)