ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Miguel Díaz-Canel Bermúdez parla nel 73º Periodo di Sessioni dell’Assemblea Generael della ONU. Photo: Estudio Revolución

Intervento  di Miguel M. Díaz-Canel Bermúdez, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba, nella Riunione Generale d’alto livello per commemorare e promuovere il Giorno Internazionale per l’Eliminazione Totale delle Armi Nucleari, a Nuova York, il 26  settembre del 2018, «Anno 60º della Rivoluzione».

Signora Presidente;
Signor  Segretario Generale;
Distinti Capi di delegazioni,
delegate e delegati:
 
Dicono che quando chiesero al geniale fisico Albert Einstein  con quali armi sarebbe stata combattuta un’ipotetica Terza Guerra Mondiale, lui rispose “con pietre e bastoni”.
Tristemente non visse per vedere che i suoi veementi richiami per fermare la corsa alle armi con tecnologia nucleare sono caduti come un sacco vuoto e la produzione di queste armi è cresciuta in maniera enorme, al punto di superare qualsiasi possibilità di sopravvivenza, se se ne utilizzasse appena una piccola quantità.
Per questo consideriamo un dovere assoluto sommarci alla commemorazione, ogni 26 settembre, del Giorno Internazionale per l’eliminazione totale delle Armi Nucleari, che contribuisce all’obiettivo delle Nazioni Unite di preservare la pace e la sicurezza internazionali.
Siamo orgogliosi che questo sia stato un’iniziativa promossa dal Movimento dei Paesi non Allineati che la comunità internazionale ha poi fatto sua.
Per Cuba, questa convocazione annuale rappresenta inoltre un giusto omaggio alla memoria del leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz, che è stato un combattente instancabile a favore del disarmo nucleare, tema al quale aveva dedicato numerose riflessioni e tutte le sue energie.
A 73 anni dai criminali bombardamenti atomici contro Hiroshima e Nagasaki, l’umanità continua ad essere minacciata dall’esistenza di circa  14.400 armi nucleari, delle quali  3.750 sono distribuite e quasi 200 si mantengono in stato d’allerta per le operazioni.
Cuba respinge le politiche di sicurezza e le dottrine militari sostenute con la moltiplicazione nucleare.
Facciamo nostre le parole di Fidel quando, nel 1971, affermò: «Il rumore delle armi, del linguaggio minaccioso, della prepotenza nella scena internazionale devono sparire! Basta con l’illusione che i problemi del mondo si possono risolvere con le armi nucleari. Le bombe potranno uccidere gli affamati, i malati e gli ignoranti, ma non possono uccidere la fame, le malattie e l’ignoranza».

Signora Presidente:

È motivo di compiacimento per l’America Latina e i Caraibi essere stati la prima area densamente popolata nel mondo che si è dichiarata Zona Libera dalle Armi Nucleari, attraverso il Trattato di Tlatelolco, nato nel 1967.
Questa volontà dei nostri paesi è stata ratificata con il «Proclama dell’America Latina e i Caraibi come Zona di Pace», documento firmato dai capi di Stato e di Governo della regione in occasione del II Vertice della Comunità degli Stati  Latinoamericani e Caraibici (Celac), realizzata a L’Avana nel gennaio del 2014, Cuba mantiene un fermo impegno con il rafforzamento e il consolidamento del multilateralismo e con i trattati internazionali in materia di disarmo e in particolare con la meta d’ottenere un mondo libero dalle armi nucleari.
Come mostra di questa volontà, il 31 gennaio del 2018 il nostro paese è diventato il quinto Stato che ha ratificato il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.
Persisteremo nell’obiettivo di questo Trattato, che vieta l’uso, l’esistenza  e lo sviluppo delle armi nucleari, reitera che queste sono disumane, immorali ed eticamente impossibili da difendere, perche  sia un giorno implementato e completato con misure efficaci che conducano all’eliminazione totale di questi arsenali in maniera efficace, trasparente e irreversibile.
 L’utilizzo dell’energia e della tecnologia nucleare ha contribuito allo sviluppo socioeconomico delle nostre nazioni. Come conseguenza riaffermiamo il diritto dell’uso pacifico dell’energia nucleare senza discriminazioni.
Respingiamo la decisione del Governo degli Stati Uniti di ritirarsi dal Piano d’Azione Integrale Congiunto (PAIC) o Accordo Nucleare con l’Iran.
La mancanza di rispetto in questi impegni internazionali attenta contro le norme di convivenza tra gli Stati e provocherà gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza in Medio Oriente.

Signora  Presidente:

Per concludere condivido con lei un frammento del discorso del Primo Segretario del nostro Partito, il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, durante il Vertice  Río +20:  «Lasciamo le giustificazioni e gli egoismi e cerchiamo soluzioni.  Stavolta tutti, assolutamente tutti, pagheremo le conseguenze  (…) basta con lo spoglio, basta con la guerra, avanziamo verso il disarmo e distruggiamo gli arsenali nucleari».

Molte grazie (Applausi).
(Versione Stenografica del Consiglio di Stato/ Traduzione Gioia Minuti)