ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Nazioni Unite, Diaz-Canel. Photo: Twitter

Cuba si è sommata nelle Nazioni Unite - come a un dovere assoluto - alla commemorazione del Giorno Internazionale per l’Eliminazione totale delle Armi Nucleari che ogni 26 settembre unisce voci contro le corse alle armi con tecnologia nucleare, che minacciano la sopravvivenza della specie umana.

Il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermú-dez, è stato energico alzando la sua voce per la seconda volta nella ONU per reiterare la posizione che storicamente Cuba ha mantenuto in questo tema.

«Cuba mantiene un fermo impegno con il rafforzamento, consolidandolo, del multilateralismo e con i trattati internazionali in materia di disarmo, in particolare con la meta di costruire un mondo libero dalle armi nucleari», ha segnalato.

«La nazione caraibica, ha ricordato, è stata il quinto Stato che ha ratificato il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari, sottoscritto nel 2017. A 73 anni dai criminali bombardamenti atomici contro Hiroshima e Nagasaki, ha detto il mandatario, l’umanità continua ad essere minacciata dall’esistenza di circa 14400 armi nucleari delle 3.750 sono distribuite e quasi 2 000 sono in stato dall’allerta operazionale».

Con la voce del Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri è tornata nella ONU la sapienza e la previsione del Comandante in Capo della Rivoluzione, Fidel Castro Ruz, quando in questa stesse sede, nel 1979, fece rabbrividire.

«Il rumore delle armi, del linguaggio minaccioso, della prepotenza nella scena internazionale devono sparire. Basta con l’illusione che i problemi del mondo si possono risolvere con le armi nucleari. Le bombe potranno uccidere gli affamati, i malati e gli ignoranti, ma non possono uccidere la fame, le malattie e l’ignoranza», avvisò allora Fidel.

Díaz-Canel ha anche parlato del proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, un documento firmato dai capi di Stato e di Governo della regione in occasione del II Vertice della CELAC, realizzato a L’Avana nel gennaio del 2014 e della contentezza che significa per l’America Latina e i Caraibi essere stata la prima area densamente popolata dichiarata Zona Libera dalle Armi Nucleari nel 1967.

«Disapproviamo fortemente la decisione del Governo degli Stati Uniti di ritirarsi dal Piano d’Azione Integrale Congiunto (PAIC) o Accordo Nucleare, con l’Iran.

Non rispettare questi impegni internazionali attenta contro le norme di convivenza tra gli Stati e provocherà gravi conseguenze per la stabilita e la sicurezza nel Medio Oriente», ha avvisato lo statista cubano. (GM – Granma Int.)