ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
José Ramón Cabañas Rodríguez, ambasciatore di Cuba negli Stati Uniti d’America, ha ricevuto il Presidente cubano. Photo: Estudio Revolución

Nuova York.–Verso le quattrodici di ieri, domenica 23  il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, è giunto come chi lo fa in una grande famiglia, alla Missione di Cuba  presso le Nazioni Unite, nella popolata e rumorosa avenida  di Lexington.
«Arrivando qui a Nuova York  e partecipando a questa sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite, la prima cosa da dire è che a uno passano molte cose per la mente», ha detto.
Poi ha parlato - dietro di lui l’immagine di Fidel riflessivo nel podio delle Nazioni Unite nel 1979 – dei ricordi della battaglia vista sin dall’infanzia in Cuba, di come più tardi - già persone adulte-  « abbiamo questo ricordo con la presenza di Fidel nelle Nazioni Unite e poi con Raúl. Per questo io credo che anche qui ci sia una miscela di emozioni.
Il Presidente ha dichiarato che «portiamo la voce di Cuba, che prima di tutto viene a denunciare la politica aberrante del blocco, una politica già fallita e che continuerà nel suo fallimento».
«Si tratta del blocco che è durato più a lungo nella storia dell’umanità, che ha condannato generazione nate prima e dopo la Rivoluzione», ha denunciato.
«Con tutta la forza ratifichiamo questa denuncia nel momento in cui c’è una regressione  nelle relazioni con il governo degli Stati Uniti, quando c’è un’amministrazione che ha ripreso il discorso della Guerra Fredda, che ha resuscitato la Dottrina Monroe e che quindi è un’amministrazione con la quale è difficile avanzare in una relazione tra uguali, cercando anche una relazione civile nonostante le differenze ideologiche . Veniamo anche a portare il messaggio di Cuba: di pace, di solidarietà, con i desideri e le aspirazioni di costruire un mondo migliore».
Nelle sue parole marcate dall’emozione, Díaz-Canel non ha tralasciato di citare la volontà che anima i cubani «d’apportare come piccolo paese, con il nostro modesto sforzo alla costruzione di un mondo migliore che, siamo sicuri, è possibile».

Dall’agenda del Presidente

Lunedì  24:
Interviene nella sessione mattutina del Vertice della Pace  Nelson Mandela.

Mercoledì 26:
Pronuncerà un discorso nella Commemorazione del Giorno Internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari.

Interverrà nel Dibattito Generale del 73º  Periodo di Sessioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Si riunirà con Antonio Guterres, segretario generale della ONU e sosterrà un dialogo con Bill de Blasio, sindaco  di Nuova York.
Si spera che sia ricevuto nella mitica Chiesa  Riverside, di Harlem, dove furono accolti Fidel e Mandela.

Altre attività :

Sosterrà dialoghi bilaterali con presidenti e primi ministri di differenti parti del mondo.

Parteciperà a incontri di solidarietà con amici di Cuba e cubani residenti negli Stati Uniti. (GM - Granma Int.)