ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Non è difficile capire perchè il  The New York Times ha aperto la sua edizione di mercoledì 5 con un articolo anonimo nella sua sezione d’opinione,  nel quale un importante funzionario dell’amministrazione Trump fa rivelazioni nello stile del veterano giornalista del Watergate : «Membri del gruppo di Trump lavorano alle sue spalle per boicottare le sue decisioni più estreme, impulsive e irrazionali.
«Sono parte della resistenza nell’Amministrazione Trump», che racconta di un gruppo di funzionari che lavora nella Casa Bianca per frenare gli impulsi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump», dice la lettera anonima .
Il mittente afferma che molti funzionari ad alto livelo nello stesso governo lavorano con diligenza per frenare parti del suo programma politico e le sue peggiori inclinazioni.
L’articolo critica Trump e lo definisce “instabile e inadeguato per la presidenza”, e sembra resuscitare le conversazioni tra alcuni democratici sull’inizio di un possibile processo di destituzione del presidente, se si realizzassero con il controllo della Camera dei Rappresentanti degli USA nelle elezioni di novembre.
Pubblicando il testo, il giornale ha aperto la colonna con la seguente dichiarazione : «Il The New York Times ha preso la decisione non abituale di pubblicare un articolo d’opinione anonimo. Lo facciamo a petizione dell’autore, un funzionario d’alto livello del governo di Donald Trump, di cui conosciamo l’identità e il cui lavoro sarebbe a rischio se si pubblicasse il suo nome.
Crediamo che pubblicare questa dichiarazione è  la sola maniera per offrire un importante panorama  ai nostri lettori.
La pubblicazione ha provocato Trump che ha incontrato di nuovo i media della comunicazione e i giornalisti non affini alla sua agenda, ha sfidato il The New York Times a rivelare il nome di colui che ha definito “codardo” ed ha chiesto ai giornalisti d’investigare sull’identità dell’autore del testo.
«Sarebbe una buona primizia», ha detto.
La decisione del quotidiano è avvenuta dopo vari attacchi di Donald Trump in Twitter, dopo la pubblicazione di un anticipo del libro “Fear” (Paura,ien inglese), del prestigioso giornalista  del Watergate, Bob Woodward, che ha di nuovo descritto il caos della Casa Bianca.
Lo scandalo Watergate fu di tipo politico, avvenuto negli USA negli anni ‘70, partendo dal furto di documenti nel complesso degli Uffici Watergate di Washington d.c., sede del Comitato Nazionale del Partito Democratico, e il successivo tentativo di Nixon di coprire i responsabili.  
Il Congresso degli USA iniziò un’investigazione, ma la resistenza del governo di Richard Nixon a collaborare portò ad una crisi istituzionale.
Il termine Watergate cominciò a includere una grande varietà d’attività illegali nelle quali furono coinvolte personalità del governo statunitense, presieduto da Nixon, che si concluse con le dimissioni di questi come presidente degli USA nell’agosto del 1974.
Da allora il  nome Watergate e il suffisso  “gate” sono diventati sinonimi di scandali politici negli USA e in altri paesi di lingua inglese o meno.
 Il vincolo tra il furto e il comitato di rielezione è stato segnalato dalla copertura dei media di comunicazione. ( GM – Granma int.)