Moreno ha annunciato che Assange dovrà abbandonare l’ambasciata dell’Ecuador › Esteri › Granma - Organo ufficiale del PCC
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Il Presidente equadoriano Lenín Moreno Photo: Hispan TV

Il presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno ha annunciato che il fondatore di WikiLeaks dovrà abbandonare il suo asilo nell’ambasciata ecuadoriana a Londra.
«Non sono mai stato daccordo con l’attività realizzata dal signor Assange. Non sono mai stato daccordo con gli interventi nella posta elettronica privata della gente per emettere informazioni, per quanto possano essere preziose, per far conoscere azioni indesiderabili di governi o persone», ha detto  venerdì 27 il mandatario durante una colazione d’informazione a Madrid.
In visita nella capitale spagnola dopo una sosta nel Regno Unito, Moreno ha definito una violazione dei diritti umani che una persona resti molto tempo isolata.
«Non è la forma, esistono forme corrette e legali per farlo», ha sottolineato.
Assange è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador nella capitale britannica dal giugno del 2012 e il presidente sudamericano ha sottolineato che “quello del giornalista australiano è un problema ereditato dal precedente Governo”, come aveva già detto nel gennaio scorso.
Inoltre Moreno ha indicato che la ricerca di vie d’uscita a questa questione si deve trovare conversando e che sola richiesta di Quito sono garanzie che mostrino che la vita di Assange non corre pericoli.
In questo contesto, il quotidiano  britannico The Mirror  aveva già pubblicato che  Moreno stava  mantenendo conversazioni con Londra sulla situazione del fondatore dell’organizzazione mediatica  WikiLeaks.
Una settimana fa la rivista elettronica The Intercep ha pubblicato, citando fonti vicine alla cancelleria ecuadoriana, che Moreno è al punto di concludere  un accordo con le autorità britanniche per revocare  l’asilo ad Assange e consegnarlo al Regno Unito.
Nel  marzo scorso, Quito aveva sospeso le comunicazioni ad Assange nella sua ambasciata per una presunta violazione dell’impegno scritto assunto con il Governo alla fine del 2017, con cui lo si obbligava a non emettere messaggi che si potessero presumere come un’ingerenza con altri Stati.
La stessa WikiLeaks aveva riportato nel mese di maggio scorso che Assange aveva ricevuto nuove istruzioni da parte dei funzionari dell’ambasciata dell’ Ecuador a Londra, che gli proibivano anche l’accesso a Internet, l’uso del telefono e le visite.
L’organizzazione aveva denunciato che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti stava esercitando pressioni contro Quito per l’asilo concesso al suo fondatore.
(Fonte: Hispantv( GM – Granma Int.)