ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
La Cina contrattaccherà la nuova offensiva doganale degli USA. Photo: Prensa Latina

La Cina ha condannato e definito irrazionale, ed ha annunciato che contrattaccherà la determinazione degli Stati Uniti di procedere con tasse addizionali del 10% per un valore di 200.000 milioni di dollari sulle sue importazioni.

Prensa Latina ha informato che il Ministero del Commercio ha espresso in un comunicato che questo atteggiamento di Washington è assolutamente inaccettabile perchè oltre che danneggiare gli affari del gigante asiatico pone in pericolo il mondo e le sue stesse compagnie.

«Questa condotta irrazionale non può guadagnare appoggi. La Cina è obbligata a prendere contromisure di legittima difesa dei suoi interessi e di quelli del suo popolo», aggiunge il dispaccio Pechino ha preparato dal mese precedente un aumento di tributi per 114 beni nordamericani tra i quali prodotti chimici, energetici e strumenti medici, per applicarli come risposta alla nuova azione statunitense.

Lo scorso 6 luglio gli Stati Uniti hanno scatenato una guerra commerciale contro la Cina, ponendo in vigore imposte addizionali del 25% per 34.000 milioni di dollari sulle importazioni del gigante asiatico che contengono tecnologie d’importanza industriale.

Pechino ha reagito in forma automatica con un incremento di uguale importanza e valore su 545 articoli nordamericani, includendo alimenti dell’agricoltura e veicoli.

Inoltre ha messo in moto misure indirizzate a minimizzare l’impatto economico e a proteggere il settore imprenditoriale dell’offensiva protezionista, a incrementare gli acquisti di prodotti da altre regioni, ampliare l’investimento straniero e migliorare l’ambiente per gli affari.

L’attuale confronto tra la prima e la seconda potenza del mondo è imprevedibile.

Pechno l’ha definito il peggiore nella storia economica e una violazione delle norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio che solamente distruggerà la catena industriale e di valore globale. Inoltre ha avvertito dell’incidenza negativa nel recupero economico mondiale, sull’agitazione nel mercato globale e i molteplici pregiudizi multinazionali e per il consumatore finale che affronterà rincari per le sue tasche.(GM – Granma Int.)