ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
I portoricani hanno ratificato per anni il loro desiderio d’indipendenza. Photo: Unidos por un Puerto Rico Libre

Oggi, lunedì 18, giunge uno dei momento più attesi dell’anno per gli indipendentisti di Puerto Rico: una nuova risoluzione a favore della libera determinazione e indipendenza della terra boricua aprirà la sessione del Comitato di Decolonizzazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
Anche se sarà la 37ª volta che il Comitato di Decolonizzazione approva una misura a favore della libera determinazione e indipendenza di Puerto Rico,
gli analisti concedono a questa di oggi il plusvalore che temi come la situazione fiscale dell’isola e l’aggravamento della crisi dopo l’uragano Maria occupino l’udienza.
In questo senso dopo la vergognosa gestione del mandatario Donald Trump, che ha tirato rotoli di carta igienica e lanciato offese agli abitanti dell’eufemisticamente chiamato “Stato Libero Associato”, non pochi sperano che il dibattito sulla mancanza di governo, proprio in Puerto Rico, ritorni all’Assemblea Generale della ONU raccomandato dallo stesso organismo.
Per appoggiarlo, 30 organizzazioni politiche e civiche hanno ottenuto turni per testimoniare nella sessione che coincide con il recente dibattito sulle misure
d’austerità e il funzionamento della Giunta di supervisione fiscale  (JSF) a carico delle finanze pubbliche e sulle morti avvenute per via del ciclone Maria.
«È inevitabile sottolineare davanti al Comitato questa combinazione di inefficienza e disprezzo con cui gli Stati Uniti hanno trattato gli abitanti dopo l’uragano»,  ha detto la ex senatrice María de Lourdes Santiago, che dichiarerà nell’udienza come vicepresidente del Partito Indipendentista Portoricano (PIP).
Lei aveva proposto - e fu accolto – che nel 2016 un gruppo di membri del Comitato stimolasse un dialogo con il governo degli Stati Uniti per far terminare la situazione coloniale dell’isol .
L’idea non aveva incontrato appoggio nella missione del governo degli USA presso la ONU.
«Difficilmente questo avrà spazio durante il governo di  Donald Trump», ha sostenuto la  Santiago.
La rappresentante del Comitato di Puerto Rico nelle Nazioni Unite  (Copronu), Aurora Muriente,  ha segnalato l’importanza di far vedere alla comunità internazionale che gli Stati Uniti mantengono il territorio boricua sotto un dominio coloniale.
«Ora è più trascendente che mai questo reclamo internazionale, perchè dopo quello che è successo con l’uragano c’è una maggiore evidenza del carattere coloniale che con la Legge Promessa e la giunta di controllo fiscale ci portano a vivere uno dei momenti  meno democratici nella storia recente di Puerto Rico», ha denunciato.

120 ANNI DI COLONIALISMO IN PUERTO RICO

- 36 volte il Comitato di Decolonizzazione ha approvato una misura a favore della libera determinazione e indipendenza di  Puerto Rico.
- Dopo anni di dominio  coloniale, Puerto Rico  ha un debito estero impagabile di 70.000 milioni di dollari
- La detta Legge Promessa e la giunta di controllo fiscale sono due imposizioni straniere mai votate o elette dal popolo portoricano, ma che hanno poteri che vanno al disopra della Costituzione e delle leggi del paese.
- Nel 1953, gli Stati Uniti presentarono il caso di Puerto Rico all’Assemblea Generale e promossero lo status di Stato Libero Associato come una formula decolonizzante.  Senza dubbio i movimenti indipendentisti del paese hanno denunciato che questa è stata una farsa assoluta.
-I rappresentanti del movimento indipendentista di Puerto Rico considerano che questa presunta decolonizzazione dichiarata nelle Nazioni Unite nel 1953 è una falsità totale ed è responsabilità dell’Assemblea Generale e dei paesi membri della ONU per risolvere il caso di Puerto Rico.
- Due anni fa il Tribunale Supremo degli Stati Uniti , decidendo un processo, indicò che la fonte del diritto originale di Puerto Rico non nasce dalla Costituzione del 1952 ma risale al 1898, quando il Trattato di Parigi consegnò le chiavi agli Stati Uniti per la colonizzazione.
- Le dichiarazioni politiche dei capi di Stato e di Governo della Celac, il Mnoal e  l’ALBA-TCP reiterano il diritto assoluto del popolo portoricano in conformità con la Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il carattere latinoamericano e caraibico di Puerto Rico e l’appoggio alle risoluzioni sul tema adottate dal Comitato di decolonizzazione.

  Fonti: El Nuevo Día, Minrex, Prensa Latina ( GM – Granma Int.)