No al giro d'Italia sporco di sangue! No all’apartheid! › Esteri › Granma - Organo ufficiale del PCC
ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Anche nella nostra Regione, come altrove in Italia, nasce un Comitato in appoggio alla campagna mondiale "Giro d'Italia, non pedalare per i crimini israeliani, CAMBIA GIRO!", indetta da BDS-Italia,movimento nato nel 2005 da un appello della società civile palestinese per Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro lo Stato di Israele finché non cesserà l'occupazione e l'apartheid contro il popolo palestinese.
Quest'anno il Giro d'Italia partirà da Gerusalemme, con 3 tappe sui territori palestinesioccupati da Israele, che dalla sua nascita, purtanto recente, ha violato ben 73 Risoluzioni dell'ONU, e che in questi giorni sta continuando ad uccidere (solo il 28 aprile i militari israeliani hanno ucciso 4 persone tra le quali un ragazzo di 15 anni).
Non stupisce, conosciamo ormai la tattica politica di Israele che,al fine di contrastare il successo delle campagne del BDS (una lotta pacifica, di boicottaggio, che già riuscì a vincere contro il Sudafrica dell’apartheid),si mostra internazionalmente iperattivo nel cogliere ogni opportunità -nelle arti, nelle università, ecc.- permostrare la pretesa normalità di un “volto umano” e conquistarsi legittimità econsenso, arrivando poi addirittura a piangersi vittima della resistenza palestinese all’occupazione e alla repressione.
Stupisce invece il Giro d'Italia che, grazie ai finanziamenti ricevuti, passerà a fianco dei muri dell’apartheid e addirittura simpaticamente attraverserà un chek-point, passerà a fianco di un popolo cui non si permette di esercitare nemmeno il diritto umano allo sport… senza vederlo!
Il Giro d'Italia transita nella nostra Regione, mentre in Palestina si ricorda la Nakba, la "catastrofe", quando 700.000 palestinesi furono cacciati dalle proprie case e terre e trasformati in profughi, nel biennio 1948 - 1949.
Ormai della Palestina è rimasto un lembo di terra costellato di check-points che rendono impossibile la vita di coloro che hanno ancora la forza nel cuore di non arrendersi all'ingiustizia.
Noi vogliamo essere con loro, con chi non si è arreso.
Noi non vogliamo essere complicidi un genocidio.
Noi siamo gli umbri della vera pace e dei diritti.
Invitiamo la cittadinanza, le organizzazioni e associazioni ad aderire.