Si confermano le menzogne degli Stati Uniti per attaccare la Siria › Esteri › Granma - Organo ufficiale del PCC
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Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ). Photo: Theguardian.com

DAMASCO.– «L’Organizzazione per  la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ) ha confermato l’assenza di armi chimiche nel centro d’investigazione siriano di Barza, a Damasco», ha dichiarato il capo della Direzione delle Operazioni dello Stato Maggiore Generale della Russia, Serguéi Rudskói.
Dopo ilmontaggio in video di un presunto attacco chimico nella località di Duma, il 7 aprile i paesi occidentali hanno accusato il governo della Siria di possedere queste armi e di realizzare azioni illegali contro il suo stesso popolo.
Con questo pretesto, all’alba del 14 aprile, le forze militari degli Stati Uniti,  Regno Unito e Francia, hanno sferrato un attacco con missili e altri mezzi da guerra contro obiettivi della Siria, alla periferia di Damasco, e nella centrale provincia di Homs, dove si trova il citato centro d’investigazione.
Dopo gli attacchi degli occidentali, specialisti in protezione chimica, biologica e delle radiazioni, hanno preso delle mostre nelle installazioni di Barza ed hanno provato che non esistevano sostanze tossiche o velenose.
Prima e dopo l’aggressione militare condannata dai paesi della comunità internazionale,  i governi della Siria e della Russia hanno negato l’implicazione di Damasco nell’attacco con sostanze tossiche proibite, contro Duma.
In questo contesto e con l’obiettivo di smentire l’inganno utilizzato per aggredire la Siria, la missione russa presso  la OPAQ presenterà nella  sede di questo organismo a La Haya i testimoni del paese  che smonteranno il presunto attacco chimico.
Il 24 aprile è stato diffuso che la Camera dei Rappresentanti degli USA ha approvato una legge con voti dei due partiti, che restringe l’invio di aiuti monetari verso aree della Siria, nonostante i notevoli danni provocati, sia in vittime civili che materiali accumulati dalla nazione araba in sette anni di conflitto. Gli USA sono uno dei responsabili principali dei danni provocati, partendo  dalle prime incursioni aeree del 2014 contro il gruppo terrorista Stato Islamico. ( GM - Granma Int.)