ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Bruno Rodríguez in Perù Photo: Cattura dallo schermo

“Non speri che Cuba ceda un millimetro dei suoi principi, né tralasci il suo impegno di costruire il socialismo”,  ha detto sabato 15 a Lima il ministro delle Relazioni Estere, Bruno Rodríguez Parrilla, che ha usato il diritto di replica per rispondere al discorso del vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence.
Il sostituto del presidente Donald Trump nel VIII Vertice delle Amerche si è riferito in maniera offensiva a Cuba e al Venezuela nel suo discorso, nella sessione generale dell’evento.
«Il Vicepresidente sembra mal informato, ignora la realtà o nasconde la verità», ha risposto Rodríguez Parrilla alle denunce che a Cuba e in Venezuela non si rispettano i diritti umani né la democrazia.
«Non è affatto democratico attaccare il Venezuela e citare il presidente Nicolás Maduro quando è stato escluso e non è qui per risponderle», ha aggiunto  il diplomatico.
«Condanno i riferimenti insultanti contro Cuba e il Venezuela e l’atteggiamento umiliante per l’America Latina e i Caraibi che ha dimostrato. Washington ha il peso negli ultimi cento anni “della responsabilità per gli abusi più brutali contro i diritti e la dignità umana”», ha detto.
«Tutti i governi dispotici della regione sono stati imposti o hanno ricevuto appoggio dal governo degli Stati Uniti. Il paese del signor Pence è stato il primo e unico che ha usato l’arma nucleare contro civili innocenti ed è responsabile di guerre criminali e di centinaia di migliaia di morti», ha aggiunto.
Poi ha riferito che gli USA sono autori di enormi violazioni, flagranti e sistematiche dei diritti umani dei loro stessi cittadini afroamericani, degli ispanici, degl immigranti e delle minoranze.
È un vergogna per l’umanità che in questo paese d’estrema ricchezza ci siano decine di milioni di poveri»,  ha detto.
 «È dove muoiono gli studenti per le armi da fuoco, le cui vite sono sacrificate all’imperativo della cupola politica e in particolare della Florida», ha riferito segnalando che vari membri del governo statunitense  hanno ricevuto centinaia di milioni di dollari dai gruppi  a favore delle armi.
Il ministro cubano ha segnalato in modo speciale un senatore di Miami, Marco Rubio, che ha ricevuto più di tre milioni da questa lobby.
Rubio, presente a Lima, si è rifiutato di rispondere a una domanda diretta di Granma, se continuerà ad accettare o meno i fondi dell Associazione Nazionale del Rifle dopo il massacro di Parkland, in Florida.
“Miami è il posto in cui ci sono le mafie e dove si rifugiano i terroristi confessi», ha aggiunto Rodríguez Parrilla, che ha puntualizzato che il sistema elettorale nordamericano è corrotto per la sua stessa natura, perchè si basa sui contributi finanziari delle grandi corporazioni.
Rodríguez ha detto a Pence che se il suo governo era davvero interessato al benessere, ai diritti umani e alla libera determinazione dei cubani, dovrebbe eliminare il blocco e collaborare alla cooperazione internazionale dell’Isola delle Antille, invece di sabotarla, e potrebbe dare fondi per i programmi di collaborazione medica cubana nel mondo e a quelli per l’alfabetizzazione.
Alle dichiarazioni insultanti contro Cuba espresse da  Pence, Rodríguez Parrilla ha risposto con il testo del Proclama dell’America Latina firmato nel 2013 dai paesi membri della CELAC, i cui principi inlcudono il diritto inalienabile dei popoli e degli Stati di darsi un proprio sistema politico, economico, sociale e culturale.
«Siamo a poche ore dal 57º anniversario dei bombardamenti degli aerei del governo del vicepresidente Pence agli aeroporti in Cuba, dove morirono i cubani in difesa della nostra indipendenza e della nostra sovranità», ha ricordato il cancelliere cubano.
«Sorprende che tanti decenni dopo sia venuto Pence, utilizzando  lo stesso linguaggio che utilizzò il governo d’allora per realizzare quelle atrocità».
Rodríguez Parrilla ha chiesto  direttamente al vicepresidente nordamericano se  la sua politica verso l’America  Latina si guida o meno con la  Dottrina Monroe, che stabilisce “L’America per gli americani”.
Poi ha citato Martí, nella sua lettera mai terminata, in cui l’Apostolo si riferisce a quanto aveva fatto e avrebbe fatto per impedire che gli Stati Uniti si estendessero sulle Antille. ( GM – Granma Int.)