ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Forum dei Giovani Photo: Roberto Suárez

Nel mezzo di una calma apparente presente nella città di Lima, in Perù, dove il Vertice delle Americhe e i suoi Forum paralleli sembrano esistere solo per alcuni media della stampa locale, è facile percepire che la gioventù cubana è il bersaglio dei principali attacchi dei rappresentanti della destra che partecipano o organizzano i Forum paralleli al VIII Vertice delle Americhe.
Vogliono dare spazio a giovani che non sono rappresentativi per l’Isola, contro rivoluzionari carenti di un impegno con la loro nazione, ansiosi di seguire i cammini tracciati dal denaro e la presa del potere, attraverso la freddezza degli affari grandi o piccoli nei quali la frontiera non è nemmeno il patriottismo, nè la sincerità o l’etica, e questo non lo hanno ottenuto.
Per questo ieri, mercoledì 11, il V Forum dei Giovani delle Americhe si è trasformato in uno scenario di denuncia molto contrario a quello che era avvenuto nel 2015.
Tre anni fa Cuba aveva partecipato per la prima volta ai Forum paralleli del Vertice, una vittoria ottenuta dopo il rifiuto dei governi della regione di partecipare ad un altro evento di questo tipo senza la presenza del governo rivoluzionario.  
Stavolta la Segretaria Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani ( OSA) e la  Young Americas Business Trust (YABT), le strutture che organizzano i Forum dei Giovani,  sembrava si fossero proposte uno scenario più agitato.
L’accredito a nome della nazione di persone che non rappresentavano gli interessi della gioventù cubana, nè hanno partecipato alla consultazione nazionale dello sorso 23 marzo a L’Avana, associate a organizzazioni che tentano di destabilizzare il nostro sistema politico e sovvertire la gioventù, appoggiate da entità straniere, era stato denunciato.
«Abbiamo reclamato davanti al comitato organizzatore dell’evento, perchè Cuba è una sola e i cubani apparteniamo alle organizzazioni protette dalla nostra Costituzione. I giovani che siamo qui, siamo quelli che hanno partecipato al Forum di Cuba, un incontro aperto al quale hanno partecipato migliaia di ragazze e ragazzi che stanno costruendo il socialismo e la partecipazione sociale nell’Isola», ha detto il secondo segretario del Comitato Nazionale dell’Unione dei Giovani comunisti, Ronald Hidalgo, a Granma.
Ugualmente, in nome della legittima delegazione di giovani cubani partecipanti, Hidalgo ha rivelato che durante la cerimonia d’inaugurazione del Forum dei Giovani, è apparso evidente il carattere anti democratico e torbido dei procedimenti del duo OSA-YABT per selezionare i 50 giovani che saranno presenti oggi nel dialogo tra gli Attori Sociale i rappresentanti  dell’Alto Livello  dei Governi, che si svolgerà nel  Hotel Sheraton.  
«Abbiamo mantenuto comunicazioni ufficiali con gli organizzatori attraverso i nostri compagani che seguivano le cose,  ma la mano dela OSA è dietro a tutto e lo rivela il fatto che ci sono già i giovani che partecipernano oggi e non c’è nessun cubano», ha commentato.
«Sono mancate l’etica e la serietà che implica l’organizzazione di un evento come questo. Dal primo momento è stato evidente», ha detto Nirza Garcia Valdés, dottoressa cubana  che ha spiegato al nostro giornale che erano stati realizzati cambi all’ultimo momento nella sede dell’evento e improvvisamente, dopo aver annunciato restrizioni nella quantità totale dei partecipanti, nella lista degli accrediti apparivano più di 200 persone.

Il centro dei dibattiti  

Nonostante i contrattempi c’è statso il Forum dei Giovani delle Americhe e la voce di Cuba, come nel 2015, si è sentita con potenza in ogni tavolo di lavoro, dove 10 rappresentanti della gioventù nazionale portatrice del messaggio dei partecipanti al Forum dei Giovani “Pensando Americhe” che si è svolto a L’Avana nel marzo scorso, sono stati ascoltati.
Yuneidys Pérez López, una giovane della nostra delegazione che ha lavorato nella commissione che analizzava la governabilità democratica di fronte alla corruzione, ha commentato che c’era una rappresentanza di 35 paesi dell’area.
«È stato un pò difficile lavorare per ottenere una dichiarazione finale, perchè tutti i partecipanti avevano idee differenti su come lo si doveva elaborare e inoltre hanno realtà distinte nelle loro nazioni. Ma tutto si è svolto in un clima di rispetto nel quale è stata presente la ricerca, con il consenso e la sensibilità con le situazioni più sfavorite. Noi ci sommiamo al criterio che era necessario un maggior peso della gioventù nella presa delle decisioni nella regione, cosí come una maggior azione per affrontare la corruzione, questo fenomeno che lacera con durezza il continente», ha dichiarato.
«La commissione di Governabilità forse è stata una delle più intense perchè i rappresentanti della Rete Latinoamericana dei Giovani per la Democrazia, gli stessi che hanno cercato di  attaccare Cuba durate il dialogo emisferico del mese di marzo scorso, hanno tentato di sabotare la partecipazione di Cuba».
«Hanno attaccato il nostro sistema politico, l’idea Martiana di Partito unico e le fondamenta del nostro concetto di potere. Hanno anche tentato d’implementare un indice di requsiti per far sì che un paese fosse considerato uno stato democratico secondo i principi che la OSA ha sempre difeso», ha spiegato Raúl Alejandro Palmero Fernández, presidente della Federazione Studentesca  Universitaria.
«Tutte le loro questioni sono state ribattute con argomenti ed abbiamo respinto la loro intenzione di escludere paesi. Ogni dibattito dottrinale e teorico lo hanno perso ed hanno cercato di portare tutto a votazione. ma anche lì hanno fallito».
L’algidità del V Forum dei Giovani che terminerà oggi a Lima per fortuna non incide nel pensiero solidale dei giovani di altre parti dell’America.
David Hernández Morin, studente di Diritto nell’Università Nazioanle di  Ucayali, nella selva peruviana, ha detto che l’incontro di solidarietà realizzato nell’ Università Nazionale Maggiore di San Marcos, ha lasciato il seguente messaggio dei suoi colleghi del Perù :  «Il popolo cubano nella sua infinita solidarietà ha partecipato a momenti difficili del nostro paese, come inondazioni e terremoti, ed è  in questa infinita solidarietà che il presidente Fidel Castro e la Rivoluzione che ha costruito servono come esempi per l’America Latina. È emozionante conoscere i giovani cubani, perchè ci serve da stimolo per poter dire anche noi che un mondo migliore è possibile», ha segnalato.
«Noi condanniamo il blocco economico e gli attacchi dell’impero contro Cuba. Siamo rivoluzionari e quindi Cuba può contare con noi», ha concluso . ( GM – Granma Int.)