ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

NAZIONI UNITE.–La violenza israeliana di nuovo è causa  d’indignazione internazionale nel mezzo di un’aggressione sionista contro le manifestazioni legittime del popolo palestinese.
Numerose voci di tutte le latitudini si sono sommate per condannare la cruenta repressione israeliana contro la detta  «Grande marcia del ritorno», la più grande manifestazione pacifica alla frontiera con Gaza da vari anni.
La protesta prevede una durata di sei settimane ed esige la restituzione dei territori palestinesi occupati.
Israele, senza dubbio, ha definito le azioni “una provocazione” ed ha aperto il fuoco contro i manifestanti, provocando decine di morti e migliaia di feriti.
Il Consiglio di Sicurezza della  ONU ha convocato una riunione d’emergenza per dibattere il tema ed ha espresso una profonda inquietudine per gli incidenti violenti che sono avvenuti  con  17 morti e 1400 persone ferite, come indicano i dati del Ministero di Salute della Palestina.
Questi fatti hanno provocato la condanna internazionale e vari politici e organizzazioni hanno espresso la loro solidarietà con il popolo palestinese.
Il segretario generale della ONU, António Guterres, ha espresso  l’allarme per la dura repressione sui manifestanti contro l’occupazione  di Israele.
«Una tragedia come questa sottolinea l’urgenza di rivitalizzare il processo di pace e creare le condizioni per un ritorno a negoziati significativi», ha aggiunto il diplomatico portoghese che ha anche sollecitato la realizzazione quanto prima possibile di un’investigazione per chiarire i fatti di venerdì  30 marzo, quando l’esercito di Israele ha attaccato con spari e gas lacrimogeni i manifestanti palestinesi.  
Mosca ha detto d’essere disposta ad offrire una piattaforma per le riunioni tra i leaders di Israele e della Palestina, con il fine di trattare il problema, ha detto il rappresentante permanente aggiunto della Russia presso la ONU, Vladímir Safrónkov.
Il ministro delle Relazioni Estere  dell’Iran, Mohammad Yavad Zarif, ha scritto sul suo muro di  Twitter che «In attesa della Pasqua, quando si commemora  che Dio liberò il Profeta Mosè e il suo popolo dalla tirannia,  i tiranni  sionisti assassinano i manifestanti palestinesi pacifici, a cui hanno rubato la terra, mentre marciano per sfuggire alla loro schiavitù crudele e disumana».
Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha denunciato la complicità degli Stati Uniti con Israele per reprimere le proteste contro la decisione del  presidente statunitense, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme  come capitale israeliana.
Il Partito Comunista della Francia (PCF) ha diffuso un  comunicato in cui chiede «un’azione immediata per fermare gli abusi commessi dal Governo Israeliano».
«Quest’anno ci sono state più di 30.000 persone a Gaza che hanno manifestato pacificamente mentre ai cecchini dell’esercito d’Israele si è permesso di sparare contro di loro con vere munizioni», si legge nel dispaccio.
Secondo gli esperti, ancora una volta una manifestazione palestinese numerosissima e non violenta è stata repressa da Israele con un uso smodato della forza, ignorando la legalità internazionale e con l’assoluto disprezzo per la vita dei manifestanti palestinesi. ( GM - Granma Int.)