ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Un’agente di polizia a Zhengzhou usa gli occhiali con una tecnologia di riconoscimento facciale. Photo: AFP

La polizia della città cinese di Zhengzhou, nel centro-orientale del paese, dal 1º febbraio dispone di occhiali di riconoscimento facciale per fermare individui sospetti d’aver commesso crimini. Il procedimento funziona partendo dalle foto che si trovano in una base di dati. Una telecamera ad alta definizione introdotta negli occhiali della polizia invia le informazioni alla base e poi il

software contrasta l’informazione e invia i risultati immediatamente al dispositivo mobile degli agenti, ha dettagliato El Espectador.

Zhang Xiaolei, portavoce del dipartimento di Sicurezza Pubblica della provincia ha detto al giornale statale Global Times che il programma necessita solamente un’immagine della persona per iniziare il riconoscimento.

La Cina ha sempre considerato il riconoscimento facciale come un alleato per offrire sicurezza alla sua popolazione: per esempio a Shangai esiste un sistema di riconoscimento per multare gli autisti che violano le leggi del traffico. Il sistema si usa anche per ritrovare i bambini dispersi.

I poliziotti di Zhengzhou generalmente si situano alle entrate delle stazioni ferroviarie dove passano più di 60.000 persone ogni giorno.

Come funzionano gli occhiali

Ogni paio di occhiali conta con una telecamera sul lato destro.

Le telecamere sono collegate a un dispositivo cellulare molto simile a uno smartphone, in costante comunicazione con la base di dati della polizia, per cui è possibile accedere ai nomi delle persone viste dallo scanner, così come sapere il suo indirizzo, etnia, genere, occupazione e anche la sua storia di navigazione in internet, semplifica il sito Xataka.

Se la telecamera incontra il volto di un sospetto, l’agente riceve un’allerta con l’informazione d’ arrestarlo.

Gli occhiali sono fabbricati dalla compagnia LLVision Technology a Pechino. ( Traduzione GM – Granma Int.)