ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

WASHINGTON.— Gli studenti sopravvissuti alla sparatoria avvenuta la scorsa settimana nello stato nordamericano della Florida. Hanno preparato una mobilitazione nazionale battezzata “Marcia per le nostre vite”, per domandare azioni contro la violenza armata.
Attraverso una pagina disponibile in Internet, i promotori dell’inziativa hanno informato che i bambini e le famiglie marceranno per le strade di Washington il 24 marzo per esigere che le loro vite e la loro sicurezza divengano priorità e si ponga fine alle sparatorie nelle scuole.
Inoltre si spera nella realizzazione di marce fraterne in altre città, hanno informato domenica 18 cinque studenti della scuola media Marjory Stoneman Douglas, dove sono morte 17 persone e altre 15 sono state ferite il 14 febbraio, quando un ex alunno, Nikolas Cruz, ha aperto il fuoco con un fucile d’assalto  AR-15.
La gente dice che non è il momento di parlare del controllo delle armi e questo lo possiamo rispettare. Questo sarà il momento : il 24  marzo, ha detto in una dichiarazione alla catena  ABC, Cameron Kasky,  ch efrequanata il terzo anni della istituzione docente citata.
In ogni città marceremo uniti come studenti che supplicano per la propria vita.
«Questo non riguarda il Partito Repubblicano, non riguarda i democratici, riguarda gli adulti,  ci sentiamo trascurati e a questo punto o stai con noi o sei contro di noi», ha detto alla catena.
Una delle alunne che hanno diffuso ai media la prossima realizzazione della marcia è Emma González, che ha provocato un forte impatto nel fine settimana nelle reti sociali, diffondendo il suo intervento durante un miting realizzato nella Corte Federale di Fort Lauderdale.
«Se il presidente si vuole avvicinare a me e dirmi in faccia che è stata una terribile tragedia che non avrebbe mai dovuto accadere e continuare a dire che non si farà niente per questo, io gli chiederò quanto denaro ha ricevuto dalla
Associazione  Nazionale del Rifle», ha detto la giovane di 18 anni.
In accordo con la convocazione alla mobilitazione del marzo prossimo, l’azione è creata, ispirata e diretta dagli studenti di tutto il paese che non vogliono rischiare le vita in attesa che qualcuno ponga misure per fermare l’epidemia delle sparatorie.
«Di fronte alla tragica lista di 17 vite stroncate brutalmente in Florida, i politici dicono che non è il momento di parlare delle armi da fuoco.
La marcia per le nostre vite crede che il momento è adesso»,  segnala il testo.
Dopo i fatti della scuola media, l’organizzazione Gun Violence Archive ha segnalato che nelle prime sei settimane del 2018 sono morte 1816 persone  uccise con  armi da fuoco negli USA, cioè una media di 40 morti al giorno ( Traduzione GM -  Granma Int.)