ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

WASHINGTON.— Gli statunitensi hanno realizzato come ogni anno, un’azione di ricordo nel giorno in omaggio al reverendo Martin Luther King Jr. (1929-1968), nel momento in cui crescono le preoccupazioni sul ritorno del razzismo e dell’intolleranza con l’amministrazione di Donald Trump
La giornata nazionale che si celebra ogni terzo lunedì di gennaio rende omaggio alla memoria di chi è diventato un simbolo del movimento per i diritti civili dai  decenni  del 1950 e del 1960.
Dal 1968 il Giorno di  Martin Luther King Jr. è festivo ed è stato scelto per la data della sua nascita, il 15 gennaio del 1929 ad  Atlanta, in Georgia.
Quest’anno la celebrazione è sfumata dalle offensive e denigranti opinioni del presidente  Donald Trump, sugli emigranti delle nazioni africane e latinoamericane, dove la popolazione predominante è meticcia o negra.
A questo proposito il  mandatario ha firmato venerdì 12 un proclama nel quale ha elogiato il coraggio e il sacrificio di King e ha detto che: «Fece crescere la coscienza della nostra nazione. Lui ha agito sui cuori della nostra gente per riconoscere la dignità scritta in ogni animo umano. Oggi celebriamo il Dr. King per difendere la verità evidente che gli statunitensi apprezziamo che non importi il colore della nostra pelle e il luogo della nostra nascita. Tutti siamo creati uguali da Dio».
Nello stesso tempo, però, la Casa Bianca tenta di soffocare le incendiarie e mondialmente condannate dichiarazioni del magnate immobiliare che ha criticato che gli Stati Uniti debbano accettare immigranti di Haiti, El Salvador e di varie nazioni africane, che ha definito «paesi di merda».
Secondo gli esperti il carattere schiavista e xnofobo di non poche dichiarazioni del  presidente Trump, differiscono diametralmente dalla visione di pace, tolleranza e concordia trasmessa da  Luther King nel suo storico discorso del 28 agosto del 1963, conosciuto come «Io ho un sogno».
Quel discorso mobilitò più di 250.000 persone sino al  monumento a Lincoln, in Washington DC.
Pastore della Chiesa battista, Luther King sviluppava un lavoro cruciale non solo per i diritti civili, ma anche come attivo partecipante in numerose proteste contro la Guerra del Vietnam e la povertà  in generale.
Aveva ricevuto il Pemio Nobel per la Pace nel 1964 per la sua lotta senza violenza contro la segregazione e la discriminazione razziale.  
Quattro anni dopo, il 4 aprile del 1968, fu assassinato a Memphis, mentre si preparava per guidare una manifestazione.
Recenti sondaggi indicano che a mezzo secolo dal suo omicidio, quasi otto su 10 afroa americani considerano che il sogno di cui parlava Luther King  non è stato ancora realizzato.

Inoltre la morte ingiustificata di persone negre, per mano della polizia in
distinte città statunitensi, fomenta la ribellione e genera vaste proteste in tutto il paese.( Traduzione GM – Granma Int.)