ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
«In the hole» (nel buco), è la risposta dell’artista Anthony Russo ai recenti commenti del presidente sull’immigrazione. Caricatura: The New Yorker *

WASHINGTON.– Donald Trump, abituato a provocare divisioni e scontri, è riuscito e mettere d’accordo il mondo e buona parte degli Stati Uniti in una cosa: il presidente è un razzista.
Il quotidiano Washington Post ha pubblicato che il mandatario ha definito «paesi di merda» (in inglese la frase è ancora più volgare: shithole countries, s può tradurre come “buchi  di merda”), Haiti, El Salvador e altre nazioni africane  durante una riunione privata nella Casa Bianca.
«Perchè teniamo tutta questa gente venendo qui  da paesi che sono un buco di merda», avrebbe detto dopo aver ascoltato la proposta di un gruppo di legislatori per evitare che centinaia di migliaia di emigranti perdano i loro benefici negli Stati Uniti.
Poi si è chiesto perchè non ricevevano invece più persone da altri paesi come la Norvegia.
Il Governo di El Salvador  ha inviato una nota di protesta agli USA in risposta alle deplorevoli dichiarazioni attribuite al presidente.
La Cancelleria della nazione centroamericana ha spiegato in un comunicato che sperava che «prudentemente» ci fosse un pronunciamento ufficiale di Washington per «chiarire o smentire queste dichiarazioni».
Indubbiamente, unicamente attraverso le reti sociali sono apparse alcune reazioni di Trump che confermano implicitamente l’uso di termini duri, a discapito della dignità di El Salvador e di altri paesi.
Haiti ha condannato con veemenza le parole offensive del governante statunitense.  
L’ambasciatore  haitiano negli USA, Paul Altidor, ha respinto i commenti di Trump considerando che sono basati in stereotipi.
«O il presidente è stato male informato o non è stato bene educato», ha aggiunto.
«Gli haitiani abbiamo combattuto con i soldati statunitensi nella guerra d’indipendenza degli Stati Uniti e continuiamo ad essere grandi contribuenti nella società statunitense», ha ricordato Altidor.
Mentre il capo dello Stato boliviano Evo Morales,  ha segnalato attraverso
Twitter che: « Insultando i paesi africani, El Salvador e Haiti, Trump insulta il mondo e dimostra  che il suo linguaggio e la sua politica sono contaminati dal razzismo, dal fascismo, dalla superbia e dall’ignoranza del capitalismo.
La storia ha dimostrato che quelli che offendono terminano rimangiandosi le loro parole».
L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha definito i commenti di Trump “razzisti”.
«Non c’è un’altra parola che si possa usare, a parte raszista», ha affermato il portavoce dell’organismo con sede a Ginevra, Rupert Colville, citato da Reuters.
«Questa non è solo una storia sul linguaggio volgare, si tratta di aprire una porta al lato peggiore dell’umanità e di fomentare il razzismo e la xenofobia».
Non è la prima volta che Trump appare nei titoli per commenti di questo tipo. «Tutti hanno il Sida», disse Trump nel giugno 2017, nell’ufficio ovale, parlando di 1500 haitiani che erano giunti negli USA  da quando aveva l’incarico.
Su altri 40.000 nigeriani, il repubblicano ha detto «Che tornino alle loro capanne in Africa».
Il nuovo scandalo  giunge dopo la pubblicazione del polemico libro “Fuego y
Furia. En de la Casa Blanca de Trump”,  che descrive il caos della nuova
amministrazione e il Presidente come un ignorante, razzista e incolto. ( Traduzione GM – Granma Int.)

La nuova amministrazione si caratterizza per il suo odio verso gli emigranti e la mancanza di rispetto per le diversità del mondo -  Caricatura: Denver Post