ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Raúl Castro nel VI Vertice Caricom Photo: Estudio Revolución

Onorevole Gaston Browne, primo ministro di Antigua y Barbuda;
Onorevole Keith Mitchell, primo ministro di Granada e presidente della Conferenza dei Capi di  Governo della Comunità dei Caraibi (Caricom);

Onorevoli Primi Ministri e Presidenti degli altri paesi membri della Caricom;
Eccelentissimo Ambasciatore  Irwin Larocque, Segretario Generale di Caricom;
Eccellentissimo Signor Didacus Jules, direttore generale dell’ Organizzazione
degli Stati dei Caraibi  Orientali;
Eccellentissima signora June Soomer, segretaria generale dell’Associazione degli Stati dei Caraibi;
Distinti  capi di  delegazioni, Ministri e Invitati speciali:
Desidero esprimere al popolo e alle autorità di Antigua y Barbuda il più sincero ringraziamento per le espressioni d’amicizia che abbiamo ricevuto da quando siamo arrivati in questo paese e trasmettere l’apprezzamento e la gratitudine del popolo e del governo cubani per le mostre di solidarietà dei fratelli dei Caraibi dopo la scomparsa fisica del Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana,  Fidel Castro Ruz che è  stato l’iniziatore, la guida e il più forte sostenitore  dei vincoli politici e  di cooperazione tra i nostri paesi.
Ricordo le sue parole  del 8 dicembre  del 2002:  «L’unica via d’uscita per i nostri popoli è l’integrazione, con la cooperazione non solo tra gli Stati, ma anche tra i diversi schemi e le organizzazioni regionali ».
Ringrazio la determinazione dell’onorevole  Gaston Browne e del suo staff  di governo,  che nonostante le difficoltà che affrontano dopo la devastazione   dell’ uragano Irma, non hanno tralasciato il loro impegno di garantire le condizioni per una realizzaaione di successo di questo VI Vertice  Caricom-Cuba.
Un giorno come oggi, 45 anni fa, i primi ministri di quattro paesi dei Caraibi anglofoni, che avevano conquistato di recente la loro indipendenza : Errol Barrow, di Barbados; Forbes Burnham, della Guyana; Michael Manley, della Giamaica, e Eric Williams, di Trinidad y Tobago, decisero di stabilire relazioni diplomatiche  con Cuba.
Noi non dimenticheremo mai questa decisione che costituì un passo fondamentale per la rottura  dell’assedio  diplomatico e commerciale contro Cuba.  Inoltre permise di approfondire le relazioni tra i popoli di Nuestra America uniti da secoli di storia, cultura e vicinanza.
Con orgoglio celebriamo il 15º anniversario dei Vertici  Caricom-Cuba, dai cui accordi e risultati è emanata una relazione più profonda ed effettiva, basata nella solidarietà e  la cooperazione.
Un’espressione di questa amicizia è stato l’appoggio reciproco che ci siamo offerti dopo il passaggio di due intensi uragani che hanno devastato la nostra regione nel settembre scorso.   Desidero ringraziare per le espressioni di fraternità e solidarietà che abbiamo ricevuto.
In qustao senso la firma oggi di un Memorandum d’Intesa per la Cooperazione tra la Difesa civile e l’Agenzia Caraibica per il Maneggio dei Disastri e le Emergenze, costituisce un passo  significativo.
Nei prossimi tre anni, la continuità dei progetti congiunti risultati dalla volontà politica dei nostri governi, come quello della Scuola Regionale delle Arti in Giamaica e il Centro di Stimolo dello Sviluppo dei Bambini gli Adolescenti con sede in Guyana, sono avanzati nel loro processo d’implementazione.
Continueremo a ricevere gli studenti dei Caraibi nelle nostre università.
I 5.432 giovani dei Caraibi che si sono laureati e i 723 che attualmente studiano in Cuba , così come i  1 762 collaboratori  cubani presenti in tutti ipaesi della  Caricom, tra loro  1 469 nel settore della salute, sono parte del contributo  di Cuba allo sviluppo dei popoli dei Caraibi.
Nos proponemos avanzar en el desarrollo del comercio y las inversiones.
Tra il 2014 e il 2016 lo scambio commerciale  è cresciuto del 70 %.  Quest’anno marcia con un  buon ritmo.  L’ampia e diversa partecipazione  delle imprese  delle agenzie caraibiche nella  Fiera de L’Avana, il mese scorso, augura più forti crescite.
Accogliamo  con beneplacito l’implementazione nel gennaio  del 2018, del Secondo Protocollo all’Accordo del Commercio e la  Cooperazione  bilaterale, documento che amplia le preferenze per le imposte  concesse da Cuba, che facilita l’accesso ai nostri mercati.
STIMATI PRESIDENTI, PRIMI MINISTRI E INVITATI:
Come affrontare la sfida d’avanzare verso lo sviluppo, nel mezzo di una profonda  crisi economica, sociale, politica e ambientale che soffrono  questo emisfero e il mondo?  Dobbiamo farlo con l’unità nella nostra diversità, l’integrazione e la cooperazione genuina tra di noi.
I pericoli per la sopravvivenza della specie umana s’incrementano, le conseguenze dell’applicazione di concetti accettati universalmente come gli “interventi umanitari” e le “responsabilità di proteggere”, si utilizzano per coprire azioni d’intervento e aggressione che minacciano la pace e la sicurezza internazionali e ci convocano a difendere il Diritto Internazione e la piena vigenza dei propositi e dei principi consacrati dalla Carta delle Nazioni Unite.
Dovremmo articolarci per reclamare un atteggiamento giusto delle potenze industrializzate, per la mitigazione e l’adattamento degli effetti del cambio climatico, in particolare con risorse finanziarie e trasferimenti di tecnologie. Accordare una messa a fuoco sull’Agenda  Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e in particolare per affrontare  collettivamente i meccanismi di dominio che c’impone l’ingiusto sistema finanziario internazionale.
Reitero l’invariable posizione di Cuba di appoggiare in tutte le circostanze il diritto dei piccoli Stati insulari e delle nazioni in via di sviluppo di ricevere un trattamento speciale e differenziato nell’accesso al commercio e agli investimenti.   
Appoggiamo il reclamo, ugualmente giusto, di ricevere cooperazione in accordo con la loro situazione reale e le necessità e non sulla base delle statistiche d’entrata pro capite che li classificano in modo schematico come paesi con reddito medio e li escludono dai flussi delle risorse finanziarie indispensabili per il loro sviluppo.
Uniamo la nostra voce contro la persecuzione da parte dei  centri del capitale finanziario multinazionale, che cercano di danneggiare la reputazione internazionale dei paesi dei Caraibi e ostacolano il loro sviluppo economico attraverso l’inclusione nelle liste spurie e unilaterali, e l’unicità  in pericolosi impegni al disopra della nazione si presume per affrontare la corruzione.
Appoggiamo con fermezza la giusta domanda della Comunità dei Caraibi di compenso da parte delle potenze coloniali per gli orrori della schiavitù e della tratta.
Abbiamo anche il dovere improrogabile con i nostri popoli d’avanzare con passi sempre più solidi verso l’integrazione politica, economica e sociale dell’America Latina e i Caraibi.  
Oggi la rotta di successo di Caricom, la partecipazione di tutti i suoi Stati membri e di Cuba nella Comunità  degli Stati Latinoamericani e Caraibici e nell’Associazione degli Stati dei Caraibi, così come la partecipazione come membri di alcuni di noi all’Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuestra America, hanno contribuito a far avanzare l’integrazione regionale e questo dobbiamo continuare e fomentarlo.
D’altra parte la partecipazione in Petrocaribe ha rappresentato una garanzia e un contributo significativo allo sviluppo dei nostri paesi .
Segnalo la firma dei Capi di Stato e di Governo della regione del Proclama dell’ America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, in occasione del II Vertice della Celac,  realizzato a L’Avana nel gennaio del 2014, che costituisce la base per lo sviluppo delle relazioni, del rispetto mutuo tra gli Stati e l’impegno di questi con lo stretto compimento dei loro obblighi di non intervenire direttamente o indirettamente nei temi interni di qualsiasi altro Stato e osservare i principi di sovranità nazionale, l’uguaglianza dei diritti e la libera determinazione dei popoli.
È per questo che non dobbiamo permettere che la Repubblica Bolivariana del Venezuela, una delle nostre nazioni latinoamericane e caraibiche, soffra per azioni continuate che perseguono la distruzione del loro ordine costituzionale. Cuba reitera la sua permanente solidarietà e appoggio all’eroico popolo venezuelano, alla sua Unione Civico - Militare e al governo bolivariano e chavista guidato dal presidente  Nicolás Maduro Moros.
Sottolineo la responsabilità storica ed etica delle nostre nazioni  con la fraterna Repubblica di Haiti e la necessità del contributo al suo sviluppo, con un assoluto rispetto della volontà del suo governo e delle legittime necessità del suo popolo.
Noi cubani ringraziamo profondamente i nostri fratelli dei Caraibi per la loro inalterabile posizione di rispetto e solidarietà verso la nostra Patria.
Non dimenticheremo mai il permanente sostegno alle risoluzioni contro il blocco imposto a Cuba, così come le numerose espressioni di solidarietà nei dibattiti generali dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e in altre tribune internazionali.
Questo appoggio è ancora più rilevante di fronte al passo indietro che significano le azioni del nuovo governo degli Stati Uniti contro Cuba.
Il blocco è il più forte ostacolo per lo sviluppo economico e sociale del nostro paese e per le relazioni economiche, commerciali e finanziarie di Cuba con il mondo.

Fratelli dei Caraibi:

«Nell’ago della bilancia dell’America ci sono le Antille», scrisse nel 1894 José Martí, il più universale dei cubani. Le sue idee oggi ampiamente condivise ci danno la certezza che è possibile che i Caraibi divengano più prosperi, equi, sicuri, sostenibili e uniti e che potranno sempre contare con l’eterna amicizia, la gratitudine e l’appoggio di Cuba.
 
 Molte Grazie - Applausi. •
  (Versione stenografica del Consiglio di Stato/ Traduzione Gioia Minuti)