ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

BUENOS AIRES.– L’Armata argentina ha confermato l’anomalia idraulica del giorno in cui si è perso il sottomarino ARA San Juan e un fatto anomalo, singolare, breve, violento e non nucleare, consistente in un’esplosione.
Le speranze hanno abbandonato i familiari dei 44 uomini dell’equipaggio del sommergibile e molti di loro già provano dolore, pur attendendo ancora la notizia ufficiale  meno desiderata.  
In un comunicato per la stampa, il portavoce dell’Armata, Enrique Balbi, ha precisato d’aver ricevuto le informazioni dall’ambasciatore argentino in Austria, Rafael Grossi, membro dell’organizzazione di controllo delle prove nucleari.
Questo gruppo dispone di una rete di stazioni sismiche  idroacustiche per verificare precisamente che non si stanno realizzando prove nucleari.
Tutta questa descrizione coincide con le informazioni ricevute dagli Stati Uniti che, con altre agenzie, hanno inviato informazioni che coincidono con l’anomalia registrata il 15 novembre.
«È molto importante perche i due comunicati di provenienza totalmente differente, danno quasi lo stesso punto e la stessa area di 125 chilometri di raggio», ha sostenuto Balbi riportato da PL.
«Continueremo a cercare sino a tenere una prova più concreta di dove è il ARA San Juan con i nostri 44 membri dell’equipaggio. Sino a quando non avremo una prova sicura non potremo affermare nulla di conclusivo», ha sottolineato ancora Balbi.
Il padre di uno dei marinai del sottomarino, Luis Majul, ha detto che gli avevano già confermato la morte dei 44 militari.
Il capo di mio figlio, a Mar del Plata, ha confermato che sono morti tutti, che l’esplosione è avvenuta tra 2o0 e 6000 metri di profondità una settimana fa, ha segnalato in un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica  La Red. ( Traduzione GM – Granma Int.)